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Un hub per la ricerca sul campo

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Un hub per la ricerca sul campo

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Partire dalle imprese per arrivare alle tecnologie avanzate, evitando che l’innovazione cada dall’alto. Dario Gallina, presidente dell’Unione industriale di Torino, indica la strada per arrivare alla realizzazione dell’Officina 4.0 che dovrà rappresentare il futuro della manifattura subalpina.

Un futuro che passerà anche, e nel breve periodo, attraverso il progetto Digital manufactoring hub (DiMa Hub), lo studio finanziato dalla Commissione europea per verificare la possibilità di creare in Piemonte un hub tecnologico avanzato.

«I settori coinvolti - spiega Emanuele Pensavalle, consulente del Mesap che, insieme al Politecnico, all’Università di Torino, a Torino Wireless e all’Istituto superiore Mario Boella, sta lavorando alla preparazione dello studio - sono quelli dei sistemi laser per la manifattura, la robotica, i servizi di modellazione e simulazione basati su high performance computing in cloud, cyber physical systems e internet of thins».

In questa prima fase pare che ci si orienti soprattutto verso i laser, anche perché il Piemonte ha un’esperienza consolidata a livello europeo nelle applicazioni avanzate basate su tecnologie laser, con fornitori, centri di ricerca, utilizzatori nei settori dell’aviospazio e dell’automobile.

Si tratterà, però, di individuare non solo i problemi e le opportunità per trasferire le tecnologie dai centri di ricerca alle Pmi, ma anche di reperire i finanziamenti per creare una struttura intermedia che favorisca questi trasferimenti tecnologici. Secondo Pensavalle occorrerà almeno 1 milione di euro all’anno, «considerando che in Gran Bretagna operano strutture di questo tipo con budget da 60-70milioni di euro l’anno».

Una parte delle risorse potrebbe arrivare dall’Unione europea, ma il progetto di studio coinvolge altre 25 realtà territoriali oltre al Piemonte. Dunque saranno necessari altri interventi, a partire dalla Regione Piemonte e dal governo. D’altronde se si vuole procedere lungo il percorso indicato da Gallina, gli investimenti di questo tipo saranno indispensabili. E si dovrà anche procedere velocemente. Lo studio di fattibilità sarà ultimato entro febbraio, indicando le esigenze delle imprese, analizzando le opportunità, censendo i centri di competenza che potranno essere coinvolti nell’iniziativa.

La struttura potrà così fare da tramite tra la ricerca e le Pmi, rafforzando quel tessuto industriale che - secondo Gallina - è già più innovativo rispetto alla media nazionale. Un’innovazione che per il presidente degli industriali torinesi si è ormai estesa al settore dei servizi e che può contare su centri di eccellenza dall’Ateneo al Politecnico, agli istituti tecnici. Ma non tutte le aziende sono state in grado di seguire i ritmi dell’innovazione e sono proprio queste le potenziali beneficiarie del nuovo hub regionale per il manifacturing.

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