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Sanremo 2019, i conti del Festival e i conflitti d’interesse di Baglioni

Il Superbowl nostrano inizia a scaldare i motori. Sanremo, in diretta su Rai 1 dal 5 al 9 febbraio, taglia il traguardo della 69esima edizione e il «69 è un numero importante, una cifra che si porta dentro lo ying e lo yang, l’armonia degli opposti. Faremo in modo che diventi il festival dell’armonia», ha detto il direttore artistico Claudio Baglioni, affiancato da Claudio Bisio e Virginia Raffaele, inedito tandem comico che condurrà l’evento. Armonia dei conti, prima di tutto. Anche quest’anno si punta a fare il tutto esaurito, tra ascolti e pubblicità.

GUARDA IL VIDEO. La presentazione del 69esimo Festival di Sanremo

L’evento clou di Mamma Rai
Con tanta soddisfazione di Viale Mazzini cui gli introiti fanno sempre più comodo, soprattutto ora con la notizia tutt’altro che piacevole del canone fisso a 90 euro e con una Rai ancora privata dell’«extragettito» da recupero dell’evasione dopo l’avvio del canone in bolletta. I conti li fa Teresa De Santis, nuovo direttore di Rai 1: «Stiamo lavorando a un prodotto altissimo come sempre, un festival di Sanremo che si inserisce a pieno titolo nel piano editoriale della rete: la narrazione di un Paese in fase di grande transizione. Il Festival – prosegue – ha conosciuto un décalage dei costi fortissimo negli ultimi anni, senza che venisse compromesso il prodotto. I costi vivi sopra la linea si aggirano intorno ai 12 milioni. Stimiamo che con la raccolta pubblicitaria si possa arrivare almeno al doppio di quella cifra, se non al record della maggiore raccolta di sempre».

I conti dell’edizione
Ricapitolando: la Rai spende per l’edizione oltre 18 milioni, tra costi vivi (12 milioni), convenzione con il Comune di Sanremo (5 milioni) e costi esterni (1,3 milioni), cui andrebbero sommati anche i costi interni, difficili da stimare. La raccolta pubblicitaria, reduce da due edizioni record, è prevista ancora in miglioramento: «Attraverso fattori come pianificazioni crossmediali e iniziative sul territorio, contiamo su una crescita dei ricavi di almeno il 5%», ha sottolineato Roberta Lucca, direttore marketing di Rai Pubblicità. C’è Tim sponsor unico con Suzuki auto ufficiale del festival. Cinque location cittadine ospiteranno poi iniziative aperte a tutti con Rai Pubblicità che si occuperà dello sfruttamento pubblicitario degli spazi: cosa che al Comune di Sanremo porterà 75mila euro di introiti. Tra pubblicità e introiti commerciali (vendita dei biglietti) si stimano ricavi dai 25 milioni a salire che porteranno a un utile di almeno 7 milioni. Conti in armonia, insomma, per una kermesse che «rappresenta la produzione per antonomasia tutta interna dell’azienda. La Rai – conclude De Santis – è un serbatoio di grandissime risorse. Che permette exploit come quello dell’ultimo dell’anno».

Nel segno della polemica sui migranti
Di certo è una kermesse che negli ultimi anni ha guadagnato ascolti ma che, proprio per questioni di budget, ha perso il vizio di ospitare artisti internazionali: gli ospiti annunciati vanno da Andrea Bocelli con il figlio Matteo, a Elisa e Giorgia. Un rito nazionalpopolare che, ovviamente, non è immune al dibattito sull’attualità. In occasione della conferenza stampa di presentazione, per esempio, oggetto di discussione è stato anche il tema migranti: «Un grave problema. Credo – ha detto Baglioni – che le misure prese dall’attuale governo, come da quelli precedenti, non siano assolutamente all’altezza». E quindi «non si può pensare di risolvere il problema evitando lo sbarco di 40-50 persone, siamo un po’ alla farsa». Parole che hanno creato non poche tensioni in quel di Roma, successivamente superate da una telefonata chiarificatrice tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il direttore artistico.

Il conflitto d’interessi di Baglioni
Ma le polemiche non si fermano certo al territorio politico. Ce n’è per esempio una che Baglioni si porta dietro dall’anno scorso: quella sul suo presunto «cerchio magico» e sui suoi conflitti d’interesse di direttore artistico, cantautore sotto contratto con Sony Music Italy per quanto riguarda l’attività discografica e performer della scuderia di F&P Group, agenzia di promoting guidata dal suo manager Ferdinando Salzano e controllata dalla multinazionale tedesca Cts Eventim, per l’attività live. Una vicenda più volte raccontata dal Sole 24 Ore cui il programma Mediaset «Striscia la Notizia», lo scorso 28 gennaio, ha dato di nuovo evidenza. Baglioni ha l’ultima parola sulla scelta del cast, quest’anno rivoluzionato dalla nuova formula che prevede un concorso unico per 24 artisti.

Gli interessi di Sony e F&P Group
E qual è la casa discografica meglio rappresentata? Proprio Sony Music con 7 artisti in gara (Achille Lauro, Simone Cristicchi, Einar, Il Volo, Enrico Nigiotti, Francesco Renga e Daniele Silvestri). Seguono le altre due major Warner (5) e Universal (4). Otto in tutto i concorrenti espressione di etichette indipendenti e qui primeggia Sugar con tre cantanti in gara. Otto invece i concorrenti i cui concerti sono organizzati da agenzie di promoting del gruppo tedesco Cts Eventim: Achille Lauro, Ex-Otago, Il Volo, Irama, Nek, Francesco Renga e Paola Turci, oltre a Ultimo che, secondo i pronostici della vigilia, è molto probabile che arrivi primo. A questi si possono sommare ospiti già annunciati come Elisa e Giorgia, ma anche Ligabue, Biagio Antonacci e Laura Pausini, questi ultimi tre direttamente gestiti dalla F&P Group di Salzano.

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