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Questo articolo è stato pubblicato il 29 luglio 2014 alle ore 15:47.
L'ultima modifica è del 29 luglio 2014 alle ore 15:51.

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Didier Burkhalter ha incontrato a Palazzo Chigi il premier Matteo RenziDidier Burkhalter ha incontrato a Palazzo Chigi il premier Matteo Renzi

«Speriamo di poter concludere rapidamente con il governo italiano un pacchetto che comprende la regolarizzazione del passato, lo scambio delle informazioni fiscali e la fiscalità dei lavoratori frontalieri». L'auspicio è stato espresso oggi dal presidente della Confederazione Elvetica, Didier Burkhalter, che ha incontrato a Palazzo Chigi il premier Matteo Renzi.

Burkhalter: «Impegno chiaro per costruire un pacchetto coerente»

Dalla Farnesina, incontrando i giornalisti con la ministra degli Esteri Federica Mogherini, Burkhalter ha sottolineato «l'importanza» per la Svizzera di «ottenere dall'Italia un impegno chiaro per costruire un pacchetto coerente che sia soddisfacente per entrambi i paesi». E ha definito «diretto e franco» il confronto con Renzi.

Gli scenari dopo la fine del segreto bancario
Un vertice strategico, quello odierno, dopo la decisione della Svizzera di uscire - a partire dal 2017 - dalla black list dei paradisi fiscali difensori del segreto bancario. L'intesa era stata siglata in sede Ocse lo scorso maggio e avrà effetti significativi anche in Italia: il governo di Berna si è impegnato a svelare la situazione patrimoniale dei propri correntisti ai Paesi d'origine.
Collaborare dovrebbe dunque essere la futura parola d'ordine. Da qui l'importanza delle nuove regole italiane sulla voluntary disclosure (il disegno di legge è stato appena approvato dalla commissione Finanze della Camera e dovrà approdare in aula) ma anche la decisione di introdurre il reato di autoriciclaggio. Proprio per dissuadere chi cercherà di spostare i capitali dalla Svizzera a quei paesi che mantengono il segreto bancario.

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