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Questo articolo è stato pubblicato il 25 novembre 2014 alle ore 10:59.

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La scadenza della seconda rata di acconto Irap ripropone per professionisti e piccoli imprenditori l'eterno dilemma della sussistenza del presupposto di applicazione dell'imposta connesso al concetto di autonoma organizzazione al quale sono legate le sorti del pagamento del tributo. Il tutto in attesa dell'emanazione dello specifico provvedimento che, in attuazione di quanto previsto nella delega fiscale (legge 23/2014) definisca la questione una volta per tutte, sotto il profilo normativo, ponendo fine, così, a ogni incertezza. Al momento, chi deve operare una scelta non può che affidarsi agli indirizzi giurisprudenziali prevalenti sull'argomento, anche se nemmeno la Cassazione risulta univoca su certe posizioni. Per quanto attiene agli strumenti di prassi si ricordano le due circolari (45/E/2008 e 28/E/2010) oltre alla direttiva (la 42 dell'11 giugno 2014).

Autonoma organizzazione
La Cassazione al riguardo ha, a più riprese, affermato che tale requisito sussiste tutte le volte in cui il contribuente sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non risulti, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità e interesse. Sotto il profilo operativo, al fine di orientare la scelta sull'assoggettamento o meno al tributo i due parametri da mantenere sotto controllo riguardano sempre quello riguardante i dipendenti e quello concernente l'ammontare di beni strumentali.

L'utilizzo di dipendenti
La direttiva 42/2014 ha affermato che, ai fini dell'assoggettamento a Irap di professionisti e piccoli imprenditori, è sempre rilevante l'impiego non occasionale di lavoro altrui, tramite contratti di lavoro dipendente, anche a tempo parziale, oppure di collaborazione e fornitura di servizi, anche se relativi a funzioni di supporto e segreteria. La Cassazione sul punto, invece registra un andamento non univoco. La sentenza 9790/2014, infatti, chiarisce che l'impiego non occasionale di lavoro altrui fa sempre scattare i presupposti per l'individuazione di un'autonoma organizzazione (indipendentemente da quelli che sono i beni strumentali impiegati). L'ordinanza 10173/2014, aderendo a una tesi opposta, ha stabilito, invece, che la disponibilità di un dipendente non necessariamente accresce la capacità produttiva del professionista.

Beni strumentali
La circolare 45/E/2008 ha chiarito che il limite di valore oltre il quale i beni strumentali configurano una autonoma organizzazione è quello pari a 15mila euro. La valutazione del dato numerico va comunque abbinata a una analisi delle spese affrontate dal contribuente anche dal punto di vista qualitativo, in considerazione del tipo di attività esercitata (Cassazione 18108/2013).

Il comportamento
Nonostante il quadro di riferimento non sia certo di semplice valutazione in molte situazioni è oggettivamente ormai possibile valutare di non versare l'imposta. Da un punto di vista operativo qualora si decida, semplicemente, di non presentare più il modello Irap 2015 (redditi 2014) va adeguatamente gestita la questione dei crediti/versamenti eccedenti maturati nell'ultima dichiarazione inviata telematicamente (Irap 2014 relativa ai redditi 2013). La questione è stata oggetto di chiarimenti nella risoluzione 79/E/2011: il documento ha precisato che i crediti vanno evidenziati nel quadro RX del modello Unico sezione II. Meno chiara appare, invece, la situazione riferibile ai soggetti che hanno versato la prima rata di acconto e decidono ora di non procedere al versamento del saldo. In questo caso le soluzioni possibili sono due. La prima è quella di provvedere al recupero dei versamenti effettuati tramite istanza di rimborso da presentare ex articolo 38 del Dpr 602/73 entro 48 mesi dal versamento. In alternativa si potrebbe, invece, ipotizzare la presentazione di una dichiarazione Irap «in bianco» (solo per far emergere il credito scaturente dal versamento dell'acconto) per poi procedere al suo legittimo utilizzo in compensazione in F24.

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