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Terrorismo, dieci indagati da procura Roma: rapporti con jihadisti

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l’inchiesta

Terrorismo, dieci indagati da procura Roma: rapporti con jihadisti

(Ansa)
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La Procura di Roma ha aperto un'indagine su alcuni stranieri di fede islamica residenti in Italia sospettati di avere legami con la Jihad. Sarebbero una decina le persone iscritte, secondo quanto si è appreso, nel registro degli indagati per associazione sovversiva con finalità di terrorismo. Grande riserbo a piazzale Clodio sugli accertamenti coordinati dal procuratore Giuseppe Pignatone e dall'aggiunto Giancarlo Capaldo. Le indagini sono conseguenza dell'attività di monitoraggio di ambienti apparentemente sensibili ai proclami del fanatismo islamico.

Indagine Roma partita da monitoraggio web
L'inchiesta della Procura di Roma, anticipata dal Sole 24 Ore oggi in edicola, è su una decina di islamici sospettati di terrorismo è partita dal monitoraggio di internet. L'attività di osservazione ha riguardato conversazioni via web tra i soggetti interessati ed i loro accessi a siti integralisti ed estremisti. Secondo quanto si apprende i dieci non comporrebbero una cellula ma sarebbero considerati «cani sciolti».

Orlando: superprocura antiterrorismo presso Antimafia
Intanto si va verso una Procura nazionale antiterrorismo da collocare presso la Direzione nazionale antimafia. E' l'orientamento emerso al termine di una riunione al ministero della Giustizia tra il Guardasigilli Andrea Orlando, il ministro dell'Interno, Angelino Alfano e i capi delle più importanti procure italiane. «E' emersa unanime l'esigenza - ha spiegato Orlando al termine della riunione - di un coordinamento e la convinzione che prevale è che si possa realizzare non con un nuovo organismo ad hoc ma presso la Procura nazionale antimafia». Sul tema, ha aggiunto, il Governo presenterà un proprio testo e intende «avocare a sé la definizione del progetto normativo della struttura». Lo strumento potrebbe anche essere un decreto legge.

Minniti: Italia obiettivo possibile ma no notizie attacchi imminenti
In attesa del Procuratore nazionale antiterrorismo, che metta 'in rete' le inchieste sul territorio, novità vengono annunciate anche sul fronte dell'intelligence. Il sottosegretario con delega ai servizi segreti Marco Minniti ha annunciato un piano per rafforzare l'intelligence e metterla in grado di meglio rispondere alle minacce del terrorismo 'molecolare', portato avanti da lupi solitari o piccole cellule che si radicalizzano sul web. Minniti al Copasir ha ribadito che l'Italia può essere un obiettivo, ma come tutto l'Occidente e non ci sono notizie di attacchi imminenti anche se gli 007 sono attivati come se la minaccia fosse concreta.

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