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Pd, nuova riunione di Renzi con i parlamentari su riforma fisco e Pa

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agenda di governo

Pd, nuova riunione di Renzi con i parlamentari su riforma fisco e Pa

Al via a largo del Nazareno a Roma (sede del Pd) l’incontro tra il premier Matteo Renzi e i parlamentari dem per un confronto sulla delega fiscale, sulla legge delega sulla pubblica amministrazione (che questa settimana dovrebbe avere il via libera in commissione al Senato) e sulla riforma del Terzo settore. È il secondo “brain storming” di questo tipo dopo quello del 27 febbraio su scuola e Rai nel quale avevano pesato però le assenze polemiche della minoranza Pd (con poche eccezioni, come quella di Cesare Damiano). Assenze confermate oggi. Il confronto sui temi legati alla delega fiscale è terminato verso le 13. A seguire la discussione sulla riforma della pubblica amministrazione.

Lunedì nuovo incontro Renzi-gruppi su Terzo settore
Un nuovo incontro è stata fissato per lunedì 16 marzo tra Renzi e i parlamentari sulla riforma del Terzo settore (tema in agenda anche oggi, ma non affrontato per mancanza di tempo). Dopo il fisco e la Pubblica amministrazione, su cui stamattina c'è stato un confronto, sarà discussa lunedì prossimo l. «I parlamentari non sono dei passacarte, voglio sentire le varie sensibilità che ci sono nel Pd», avrebbe detto il premier nella riunione di oggi, durata quasi tre ore.

Verini (Pd): avanti con discussione su fisco per confronto ampio
«È stato dato mandato ai presidenti delle Commissioni di continuare a discutere» sul fisco. Così il deputato Pd, Walter Verini, al termine del confronto, in corso al Nazareno con Matteo Renzi, sulle priorità del Governo, tra le quali il fisco.

Delega fiscale in standby
Il nuovo pacchetto di decreti attuativi della delega fiscale era atteso per il 20 febbraio, ma ha subito un nuovo rinvio per via dell'assenza del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, impegnato a Bruxelles sul dossier Grecia. Già in quella occasione il premier aveva spiegato l'opportunità di prendersi tutto il tempo necessario per affinare le proposte ed «evitare pasticci». Che il «nuovo verso» sul fronte delle tasse sia quello di un «fisco amico» è noto, e proprio in questa direzione dovrebbero muoversi i prossimi decreti.

Dal nuovo catasto alla fatturazione elettronica
In arrivo ci sono le nuove norme sulla cooperative compliance, centrate sulle imprese, a partire dalle grandi, con cui il fisco prevede l'assistenza da parte dell'Entrate per dare certezza sugli adempimenti. Anche sulla fiscalità internazionale si punta a dare più certezze, con la revisione del ruling e dei prezzi di trasferimento, anche in chiave anti-elusione (e proprio su questo capitolo ci sarebbero ancora delle divergenze). Altro tassello della semplificazione il decreto sulla fatturazione elettronica, che punterà anche a superare il vecchio scontrino cartaceo in favore di quello digitale. Le due misure insieme renderanno la vita più semplice a imprese e commercianti, da un lato, e dall'altro consentiranno verifiche più rapide e pungenti contro gli evasori. In arrivo poi anche le nuove regole per il catasto e il riordino delle norme sui giochi.

Rimandato il nodo sanzioni
Rimandati invece a maggio i nodi più 'spinosi' su accertamento e riscossione e soprattutto sulla revisione delle sanzioni, dopo le polemiche sollevate dalla ormai famosa soglia di non punibilità del 3% immaginata anche per le frodi fiscali, ma che non dovrebbe più essere contemplata nei nuovi testi.

Delega Pa, la partita entra nel vivo
Entra nel vivo la partita al Senato sulla riforma della pubblica amministrazione. Dopo un semi-letargo di diversi mesi per la “legge Madia” con tutto il suo carico di deleghe (11) e di proposte di modifica sta infatti per scoccare l'ora delle votazioni in commissione Affari costituzionali. A “scongelare” il provvedimento sarà l'atteso parere della commissione Bilancio che all'inizio della settimana darà il suo verdetto sulla “solidità contabile” degli emendamenti presentati provocando una non trascurabile scrematura. Subito dopo si serreranno i tempi per le votazioni. E a quel punto dovranno anche essere sciolti alcuni dei nodi più spinosi: dalla stretta sulle partecipate in rosso alla sanatoria “salva-sindaci” passando al nuovo meccanismo semplificato di valutazione dei dipendenti pubblici con una ricaduta sui tempi relativi all'esercizio dell'azione disciplinare.

Verso il taglio dei decreti attuativi datati
L'ultimo ingresso, in ordine cronologico, nel pacchetto di emendamenti del relatore Giorgio Pagliari (Pd), è la delega sulla potatura dei decreti attuativi maggiormente “datati” e quindi da considerare «desueti», come ha detto il ministro della Pa, Marianna madia. Un correttivo che ha l'obiettivo di snellire l'attività legata all'attuazione di alcuni provvedimenti ereditati dal Governo riducendo anche i vincoli per lo stesso esecutivo.
La 'ghigliottina' si applicherebbe ai rinvii su regolamenti, dpcm, decreti ministeriali (esclusi quelli legislativi) a partire dal 2012. Sempre dal relatore erano già stati presentati alcuni correttivi sulle partecipate, a partire da quello sulle 2.380 società in perdita. Facendo leva sulle proposte formulate dall'ex Commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, verrebbe previsto, in caso di disavanzo o dissesto, prima un piano di rientro e, se questo fallisce, anche un eventuale commissariamento. Del pacchetto di ritocchi su questo versante fa parte una possibile stretta sugli affidamenti in house.

La sanatoria salva-sindaci
Tra i temi caldi c'è anche quello dell'eventuale “sanatoria-salva sindaci”. Tra obiettivi ci sarebbe quello di rafforzare, nell'ambito della riforma della dirigenza, il principio di separazione tra indirizzo politico-amministrativo e gestione e del conseguente regime di responsabilità dei dirigenti, anche attraverso l'esclusiva imputabilità agli stessi della responsabilità amministrativo-contabile per l'attività gestionale.

Il nodo dirigenti
C'è anche un altro nodo, che riguarda i dirigenti pubblici esterni, entrati per 'chiamata' e non per concorso. Si tratta di posizioni temporanee, a contratto, per cui sono stati già innalzati i tetti nel dl Madia, diventato legge lo scorso agosto. La mobilità, il ruolo unico e la licenziabilità previste dalla delega preoccupano le associazioni dei dirigenti a tempo indeterminato, che almeno chiedono dei paletti per fronteggiare la concorrenza di quelli a contratto. Un punto sul cui per il relatore si può aprire una «riflessione» per «introdurre una valutazione comparativa per l'accesso, in modo da accentuare le garanzie di professionalità». Altro articolo riguarda la Conferenza dei servizi, istituto concepito per semplificare l'azione amministrativa (il via libera ad autorizzazioni e licenze) ma che nei fatti si è trasformato in un ennesimo ostacolo burocratico. Le modifiche avanzate dal relatore toccano la partecipazione e puntano a coordinare la rappresentanza dello Stato (un solo delegato) e a superare i poteri di veto.

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