La resa dei conti tra Fitto e Berlusconi sembra rinviata. Almeno se si guarda alla piega degli eventi in Puglia, dove il commissario Luigi Vitali, voluto dal Cavaliere, ha accolto la richiesta dell’europarlamentare pugliese “frondista”di candidare in regione tutti i consiglieri uscenti (nella stragrande maggioranza fittiani). «A seguito dell'incontro tenuto ieri con i consiglieri regionali, in accordo con Berlusconi, per favorire l'unità del centrodestra in Puglia Forza Italia conferma la disponibilità a ricandidare l'intero gruppo regionale», ha affermato Vitali, in una nota.
Vitali: tutti consiglieri uscenti Puglia ricandidati
Una disponibilità, quella di «ricandidare l'intero gruppo regionale» data da Vitali (ossia da Berlusconi) «anche al fine di sgomberare il campo da tutte le polemiche divampate in queste settimane», nella convinzione che il «centrodestra unito possa aspirare alla vittoria e la volontà, mai venuta meno - continua la nota - di sostenere la candidatura alla presidenza del professor Francesco Schittulli».
Fittiani temono bluff
Ma le cose in realtà non sono così chiare. «Davvero Berlusconi va a Canossa da Fitto?», ci si interroga tra i capannelli di parlamentari azzurri in Transatlantico, a Montecitorio. La mossa di Luigi Vitali, commissario regionale nominato dal Cav per tenere a freno i “Ricostruttori” in Puglia, di ricandidare tutti i consiglieri regionali uscenti, “fittiani” inclusi, fa discutere big e peones del partito. È pura tattica o reale volontà di ricucire per evitare un flop scontato di Fi? L'apertura di Vitali sembra il frutto di un tentativo di mediazione in atto per scongiurare una rottura che ai più sembra inevitabile dopo le regionali. Una mano tesa offerta da Berlusconi, che però avrebbe ribadito il rispetto delle regole indicate dalla “circolare” fissata dalla tesoriera Mariarosaria Rossi, plenipotenziaria sulle liste elettorali: limite dei tre mandati e tetto dei 65 anni di età. Nessun cedimento, dunque, ai “fittiani”, raccontano dalle parti di palazzo Grazioli. Il nodo è la delega a presentare le liste: servono garanzie su chi materialmente consegnerà la griglia dei candidati per il rinnovo del Consiglio regionale.
Trattativa non chiusa
La trattativa non è chiusa. Alcuni parlamentari vicini al Fitto non si fidano più di Arcore e spingono per lo strappo, altri, invece, invitano alla cautela chiedendo riscontri concreti alla promessa di riconferma degli uscenti. «In questo momento è evidente che Forza Italia si è volontariamente esclusa dalla coalizione che sostiene Schittulli» dichiara ad esempio il consigliere regionale del Movimento Schittulli, Davide Bellomo, che in questi giorni ha portato avanti le trattative con il segretario regionale di FI Puglia, Luigi Vitali, sulla composizione delle liste. L'ultima parola spetterà a Fitto che nel tardo pomeriggio vedrà i suoi per indicare la linea ufficiale dei “Ricostruttori”.
L’ultimatum di Fitto: «Suicida escludere chi ha consenso»
Certo è che Berlusconi sta cercando di ricucire una situazione che sembrava ormai sfuggita di mano in Puglia, dove venerdì scorso il candidato del centrodestra Francesco Schittulli aveva deciso di rompere con il coordinatore regionale di Fi Luigi Vitali e di schierarsi con Fitto. La posta in gioco era appunto la composizione delle liste elettorali. «Ma davvero pensiamo che le liste possano essere fatte e disfatte dalla senatrice Rossi o comunque dipendere da un suo finale atto di volontà?», aveva detto Fitto con riferimento al ruolo affidato da Berlusconi alla tesoriera del partito, definendo Fi un partito «senza regole» e con «una linea politica suicida». Parole che sembravano lasciare poco spazio a possibili mediazioni. Insieme a queste altre: «Occorre giocare per vincere e non per perdere. E una delle precondizioni per farlo è che non ci siano estromissioni, perché è suicida escludere chi ha il consenso». Un ultimatum al quale i vertici di Forza Italia sembrano aver ceduto. Nel tentativo di evitare, per ora, la scissione dei fittiani.
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