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Dossier Il Galles distrugge l'ultima Italia di Brunel per 67 a 14

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Dossier | N. 70 articoliRugby / Speciale 6 Nazioni

Il Galles distrugge l'ultima Italia di Brunel per 67 a 14

(Afp)
(Afp)

CARDIFF - Peggio di così non poteva andare. Parafrasando un famoso film, si potrebbe dire che poteva piovere. Il tetto del Principality Stadium di Cardiff però era chiuso e, quindi, la differenza non si sarebbe vista. L'Italia ha chiuso il Sei Nazioni 2016 con un disastroso 67 a 14 in favore del Galles di fronte a 74.160 spettatori, numeri da tutto esaurito. Come una settimana fa a Dublino, gli Azzurri hanno incassato 9 mete, portando a 29 il numero totale di quelle subite nel torneo, un numero mai visto, neanche quando l'Italia nel Sei Nazioni c'era appena entrata (erano state 25 nel 2000 e nel 2003, fino a ora gli anni peggiori). Il passivo di Galles-Italia è il secondo peggiore della storia italiana nel torneo di rugby più antico del mondo. Restando sui numeri, i punti fatti dagli Azzurri in totale quest'anno sono stati 79, contro i 224 subiti, per un passivo di 145 (mai così male), con otto mete realizzate e 29 prese. Dire che l'Italia di oggi era un'Italia in emergenza, a causa dei tanti infortunati, non può consolare e non può essere un alibi. Anche il Galles non era forse il miglior Galles possibile, eppure questo non ha impedito ai padroni di casa di mettere a segno 9 mete, di cui otto trasformate, cui si sono aggiunti due calci piazzati, dominando fin dalle prime battute. Alla luce del risultato finale forse non vale neanche la pena recriminare sui quattro calci che l'Italia ha deciso di mandare in rimessa laterale, invece di provare a piazzare. Sarebbero stati, forse, 12 punti in più. A inizio match mantenere la differenza punti più bassa avrebbe potuto tenere di più gli Azzurri in partita. Dopo 80 minuti, quei punti - sempre che i calciatori azzurri li avessero ottenuti - non avrebbero modificato i valori in campo. Con la partita di oggi si può dire che si chiuda un ciclo. Jacques Brunel, il commissario tecnico della Nazionale, lascerà la panchina e dopo aver avuto una crescita che ha portato al Sei Nazioni 2013, con le vittorie su Francia e Irlanda, si è vista una involuzione. Per quanto Brunel abbia fatto fare all'Italia alcune delle migliori cose che abbia mai fatto, allo stesso tempo ci ha fatto vedere anche alcune delle peggiori. E oggi non ha fatto eccezione. Il primo tempo è stato quasi un monologo gallese, chiudendosi sul punteggio di 27 a zero. La prima meta è arrivata al 4' con Webb (trasformazione di Biggar per il 7-0), con un calcio piazzato al 14' di Biggar per il 10-0. Al 19' il giallo a Palazzani mette l'Italia in inferiorità numerica per 10 minuti, durante i quali la situazione si è mantenuta comunque in equilibrio. Al 20' un altro calcio piazzato di Biggar per il 13-0. Fino al rientro del mediano di mischia azzurro il risultato resta invariato e paradossalmente, proprio quando la parità numerica è ristabilita, al 29' Biggar va in meta per il 18-0 (con trasformazione 20-0). Non passa una manciata di minuti che una azione di contrattacco dei trequarti gallesi lancia in meta Jonathan Davies (27-0 con la trasformazione di Biggar). Bellini prima (al 33') e Pratichetti dopo (al 35') lasciano il campo per infortunio, aggiungendosi così alla lunga lista dell'infermeria azzurra. Si va negli spogliatoi sul 27 a zero e la ripresa inizia così come la partita, con il Galles in attacco. Dopo aver passato cinque minuti nell'area dei 22 dell'Italia, al 45' arriva la quarta meta gallese (Roberts per il 32-0). Le brevi e inefficaci reazioni degli Azzurri non sbloccano il risultato. Anzi al 48' e North (che poi sarà nominato migliore in campo) ad andare in meta (37-0 e 39-0 con la trasformazione). Al 54' arrivano i primi punti dell'Italia, grazie alla meta di Palazzani e la trasformazione di Haimona (39-7). I gallesi ristabiliscono subito il vantaggio al 58' con la meta di Williams (46-7 con la trasformazione di Biggar). Ancora quattro minuti ed è Garcia a marcare (46-14 grazie alla trasformazione di Haimona). Al 64' Moriarty segna la settima meta dei padroni di casa (53-14 con la trasformazione di Priestland). Negli ultimi 10 minuti, l'arbitro non convalida una meta di intercetto all'estremo italiano Odiete, prendendosi anche i fischi del pubblico di casa. Il 15 azzurro avrebbe meritato di vedersi riconoscere l'azione con una corsa di 80 metri. C'è tempo però per altre due mete dei Dragoni ancora con Moriarty e Davies per il 67 a 14 finale.
La partita:

Galles-Italia 67-14 (27-0 primo tempo).

Per il Galles: 9 mete (2 Moriarty, Webb, Biggar, J. Davies, Roberts, North, Williams, G. Davies), 8 trasformazioni (5 Biggar, 3 Priestland), 2 calci piazzati (Biggar).

Per l'Italia: 2 mete (Palazzani, Garcia), 2 trasformazioni (Haimona). Calci fermi: Biggar 7 su 8, Priestland 3 su 3, Haimona 2 su 2. Cartellino giallo: Palazzani.

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