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Referendum, Berlusconi: «È una favola la difficoltà dei mercati se vince il “no”»

«È una favola quella delle difficoltà sui mercati» nel caso di vittoria del no al referendum, «sento dirne tante, ma non ci sarà niente di tutto questo. Resteremmo con questa Costituzione, e dopo l’accordo sulla legge elettorale andremmo finalmente al voto». Lo ha detto Silvio Berlusconi, ospite di Domenica live su Canale Cinque.

Anche Grillo rassicura i mercati: non siamo l’antipolitica
«Non siamo l'antipolitica, se andiamo al governo non succede nulla, i mercati non si spaventino». Pensa già al post-voto, Beppe Grillo, nel giorno in cui il M5S
scende in piazza per il No, nella Roma di Virginia Raggi.

Se vince il no tavolo con tutte le forze del paese
In caso di vittoria del no, ha detto il leader di Forza Italia, «spero sia possibile lavorare con Renzi a una riforma condivisa. Dovremmo aprire un tavolo con tutte le forze politiche del Paese per fare una legge elettorale». Dopo la vittoria del No, ha detto ieri sera ospite a “L’incontro” su SkyTg24, «ci si deve riunire per una nuova legge elettorale che metta da parte il maggioritario e che sia una legge proporzionale con un limite per l' entrata in campo di forze minore per non avere un Parlamento troppo frazionato».

A piazza del Popolo il concerto del corteo del “no”
Intanto traffico impazzito nel centro di Roma per il corteo di “Ora c’è chi dice no”, che raccoglie diverse sigle. «Siamo più di 30mila», dicono gli organizzatori, partiti da piazza della Repubblica. Lo slogan “Il nostro No lo senti nelle strade. Il 4 dicembre il suo governo cade”. Fumogeni colorati accesi davanti al ministerio dell’Economia (blindatissimo), dove hanno protestato le vittime del 'Salva banche'. Il corteo ha raggiunto piazza del Popolo dove si è tenuto un concerto gratuito conclusivo della manifestazione con moltissimi artisti (99 posse, Michele Riondino, Radici nel cemento, The bluebeaters, Daniele Sepe e Assalti frontali). Nessuna tensione al corteo. Nel corso dei controlli sono stati fermati alcuni antagonisti. La questura ha reso noto che sono state sequestrate decine di mazze, lanciarazzi, picconi, martelletti infrangi-vetro, mazze fionde e materiale atto al travisamento. Un gruppo di 40 persone in serata, dopo gli accertamenti di rito, è stato riaccompagnato al casello per fare rientro nelle città di provenienza.

Cauto su chi guiderà il centrodestra alle prossime elezioni
L’ex cavaliere ha deciso di impegnarsi nuovamente in politica in prima persona dopo l’intervento chirurgico al cuore dei mesi scorsi «per senso di responsabilità verso il peaese che amo e per evitare che arrivi a compimento questa riforma costituzionale assurda». Sulla possibilità che possa guidare tutto il centrodestra alle prossime elezioni è sembrato più cauto: «poi per quanto riguarda il dopo vedremo».

Il programma se si va al voto
Ieri sera a “L'Incontro” su Sky Tg24, l'ex presidente del Consiglio per la prima volta ha elencato il programma con cui affronterà eventuali elezioni anticipate: «Meno tasse, meno Stato, meno burocrazia, meno Europa per quanto riguarda l’Europa burocratica che ci impone dei regolamenti assurdi. Tra i “più”, più aiuto a chi ha bisogno cominciando dalla pensione minima a 1.000 euro e dar la pensione a quelle persone che lavorano più di tutti, che lavorano anche la sera, qualche volta di notte, il sabato e la domenica d’estate e non vengono mai pagate, le nostre mamme che hanno diritto a una vecchiaia serena, e su questo ho avuto una standing ovation dei presenti, più sicurezza per tutti con i carabinieri e poliziotti di quartiere, l’esercito nelle periferie delle grandi città, più garanzia per ciascuno con una piena e completa riforma della giustizia, con la differenza tra gli avvocati e i pm che noi chiamiamo avvocati dell'accusa con parità di diritti rispetto agli avvocati della difesa, e poi, introduzione dell'istituto della cauzione come nella più grande democrazia del mondo, gli Stati Uniti d'America, e poi no all’appellabilità delle sentenze di assoluzione».

I delfini rottamati da Berlusconi

Ho avuto più di 200 milioni di voti, Renzi 112mila
Ha ricordato che «gli elettori in questi venti anni mi hanno dato più di duecento milioni di voti. Il signor Renzi non si è neppure presentato alle elezioni del Parlamento. L'unico voto che ha avuto sono stati 112 mila voti per diventare sindaco della bellissima città di Firenze».

La riforma è cucita su misura per Renzi e il Pd
«È vero che c’è bisogno di una riforma costituzionale - ha sottolineato Berlusconi - ma dipende da cosa contiene. All’inizio questa riforma era stata condivisa anche da noi, perché volevamo una riforma scritta da tutti e avevamo fatto un patto per lavorare insieme. Renzi invece fece approvare la parte sul Senato in Cdm senza nemmeno coinvolgerci», con il risultato di un «abito che Renzi si cuciva su misura per sé e per il suo partito, il Pd». Se vincessero i sì cosa accadrebbe?« Che un unico uomo, lui, avrebbe in mano governo, Senato, Camera, potrebbe eleggere il presidente della Repubblica e i membri della Corte costituzionale. Sarebbe il padrone dell’Italia e degli italiani. Questo non è possibile, contrasta con la democrazia». Il Cavaliere ha ricordato di aver approvato anche una riforma che cambiava 53 articoli della Carta, «fatta molto bene, ma la sinistra al solito scelse il 'tanto peggio tanto meglio' e la bocciò. Renzi fece in quell'occasione una grande campagna per il no».

Tre cose da fare dopo la vittoria del “no”
Subito dopo la vittoria del 'no' al referendum ci saranno tre cose da fare: l’accordo sulla legge elettorale, una legge elettorale condivisa e proporzionale; andare al voto: fare in modo condiviso una vera e importante riforma della Costituzione. È la 'ricetta' contenuta nel videomessaggio inviato da Silvio Berlusconi alla manifestazione referendaria di Forza Italia “Un 'no' per cambiare il Sud. E l'Italia”, in svolgimento presso l’Hotel Vesuvio di Napoli.

Berlusconi oggi si è sottoposto a controlli medici
Nel pomeriggio il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha effettuato dei controlli medici all’ospedale San Raffaele di Milano ed è stato già dimesso. «Abbiamo fatto dei controlli programmati da tempo - ha spiegato il professor Alberto Zangrillo, chirurgo e suo medico personale - ed è stato dimesso in serata». Nel giugno scorso Berlusconi era stato operato al San Raffaele per la sostituzione della valvola aortica.

Mario Monti ospite di Maria Latella a ''L'Intervista'' su SkyTg24

Monti: non prevedo governo tecnico se vince il no
«Anche se vincesse il 'no' al referendum costituzionale credo che Renzi debba rimanere Presidente del Consiglio: in tale scenario non auspico, né prevedo la necessità di un Governo tecnico», ha detto l'ex presidente del Consiglio, Mario Monti, intervistato da Maria Latella su SkyTg24. Monti giudica «sbagliato aver trasformato, per tentare di raccogliere più consenso, il referendum da scelta di merito in scelta di campo». Ma non per questo, se prevalesse il 'no', ha argomentato il senatore, «Renzi deve dimettersi». E comunque, anche in questo caso, non si aprirebbe la porta ad elezioni anticipate: «Penso che vi siano altre personalità nel centrosinistra e nello stesso Governo Renzi - ha detto Monti - che possano guidare l'esecutivo e concludere la legislatura». Monti ha poi spiegato il suo 'no' alla riforma costituzionale, soprattutto per la scelta di mantenere un Senato che una 'ragnatela' di casi inserisce nel processo legislativo, complicandolo.

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