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Compagnie telefoniche e pay tv, stop bollette a 28 giorni per tutti

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EMENDAMENTO al dl fiscale

Compagnie telefoniche e pay tv, stop bollette a 28 giorni per tutti

Divieto, in tutti i settori soggetti ad authority indipendenti, di emettere fatture a 28 giorni, in modo non solo da fermare chi già lo fa, come le compagnie telefoniche o le pay tv, ma anche per evitare che altri vengano tentati dall’idea. È quanto prevede l’emendamento al decreto fiscale depositato dal Pd al Senato a firma Stefano Esposito (che lo aveva annunciato). Il testo ricalca la proposta di legge depositata alla Camera da Alessia Morani e modifica la legge del '95 che ha istituito le authority.

Dl fiscale, emendamento Pd: stop bollette a 28 giorni per tutti
La proposta di modifica fa riferimento, in particolare, ai pagamenti dei servizi previsti dalla legge istitutiva delle Autorità di regolazione e stabilisce sanzioni fino a 5milioni (che in caso dell'inosservanza dei provvedimenti delle Autorità possono raggiungere anche i 300 milioni di euro), insieme a un «indennizzo forfetario, non inferiore ad euro 50, in favore di ciascun utente interessato dalla illegittima fatturazione». L’emendamento punta inoltre a raddoppiare, fino a 5 milioni di euro, l’apparato sanzionatorio previsto dal Codice delle comunicazioni elettroniche. La commissione Bilancio del Senato ha iniziato ad esaminare oggi il decreto fiscale (che accompagnerà la Legge di Bilancio) approvato il 13 ottobre dal Cdm.

Calenda: su fattura 28gg misura pro-futuro
Il ministro dello sviluppo Carlo Calenda, a margine
di un'audizione alla Camera, ha specificato che la misura sulla fattura a 28 giorni da parte
delle società di tlc sarà una misura «pro-futuro».
Lo ha detto . “Certo, assolutamente”, ha risposto
Calenda ai cronisti che gli dicevano se sarà in manovra. «Il tema che non riguarda me è il pregresso», ha precisato. «È chiarissimo che si tratti di una pratica commerciale scorretta». A chi gli chiedeva se potesse incontrare le società, Calenda ha detto: “Possiamo incontrarli o meno ma il tema per noi è già
definito»

Fonti Mise: fattura 28 giorni pratica scorretta
Fonti del Ministero dello Sviluppo in riferimento alla nota diffusa da Asstel, con la quale l’associazione ha ribadito la legittimità di tale tariffazione a 28 giorni, hanno fatto sapere già stamattina che quest’ultima rappresenta a loro avviso una pratica commerciale scorretta che verrà esplicitamente vietata attraverso appositi strumenti legislativi nelle prossime settimane. Per quanto riguarda la sanzione delle passate condotte - continuano le fonti - la valutazione spetta all’Agcom ma l'auspicio del Ministero è che i consumatori siano rimborsati.

Asstel: fatturazione a 28 giorni legittima
In un comunicato stampa odierno Asstel (l’Associazione di categoria che, nel sistema di Confindustria, rappresenta le imprese di telecomunicazione fissa e mobile) ha sottolineato in merito alla vicenda della fatturazione a 28 giorni che «gli operatori telefonici che propongono un periodo di fatturazione a 28 giorni hanno adottato comportamenti legittimi in quanto la tariffazione è a tutti gli effetti una componente dell'offerta commerciale». E che «va salvaguardato il modello liberalizzato che ha caratterizzato il mercato della telefonia negli ultimi venti anni, con notevoli benefici per il Paese in termini di costante diminuzione dei prezzi dal 2010, consistenti investimenti dell'ordine di circa 6,5 miliardi di euro l’anno, servizi innovativi in continua crescita quantitativa e qualitativa». Per Asstel «intervenire con un obbligo legislativo sui prezzi andrebbe contro tutto questo e ci porterebbe in un quadro normativo di dubbia compatibilità con quello europeo».

Relatore: pronti a discutere su bollette 28 giorni
Sul tema è intervenuto anche il relatore al dl fiscale Silvio Lai (Pd), al termine della seduta della commissione Bilancio del Senato, che ha iniziato ad esaminarlo. «Non trascureremo di discutere il tema delle fatture a 28 giorni» ha assicurato Lai. Questa mattina si è svolta la relazione di Lai, nella quale
il senatore ha sottolineato l’urgenza degli interventi previsti dal decreto che «da un lato è parte della manovra di bilancio per gli anni 2018-2020 e, dall'altro, interviene per contribuire alla correzione dei conti del 2017, con particolare riguardo alle minori entrate rispetto a quanto preventivato per la “collaborazione volontaria-bis”».

Altri temi su cui si concentrerà il dibattito quello della «Siae, per il quale servono approfondimenti» e quello degli interventi in favore delle popolazioni vittime di calamità naturali, in particolare per allineare le misure di rinvio dei pagamenti nelle aree colpite dal sisma a quelle colpite dalle alluvioni. Quanto allo spesometro «se c'è una soluzione che si può esaminare rapidamente, questo è il luogo giusto per farlo»

Tecnici Senato: più dettagli su incassi rottamazione
I tecnici del Servizio Bilancio del Senato, nel loro parere, hanno sottolineato, tra l’altro, dal canto loro, che la «sinteticità» della relazione tecnica al decreto fiscale «non consente di ripercorrere il procedimento di stima e di riscontrare pertanto il carattere prudenziale della quantificazione» del gettito atteso dalla rottamazione-bis. La relazione «non fornisce informazioni dettagliate circa la suddivisione degli incassi attesi per tipologia di enti; sul punto presenta invece una ripartizione del gettito utilizzando la percentuale di riscossione delle quote erariali (63,3%) e delle quote affidate ad enti previdenziali - Inps e Inail - (23,9%) rispetto agli incassi da definizione agevolata. In tal modo rende conto delle percentuali di introito di una sola parte dei soggetti interessati alla riscossione delle somme in parola, precisamente l'87,2% - a cui corrisponde un maggior gettito complessivo di 452 mln di euro a fronte degli stimati 518 mln di euro(25) - non fornendo invece informazioni circa gli altri soggetti e la loro specifica percentuale di riscossione».

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