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Mogherini: «Cooperazione Ue permanente sulla difesa entro il 2017»

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Mogherini: «Cooperazione Ue permanente sulla difesa entro il 2017»

Sul tavolo dei ministri della Difesa della Ue che si riuniranno a novembre ci sarà l’approvazione della Pesco, la cooperazione strutturata permanente sulla difesa prevista dal trattato di Lisbona. Lo ha annunciato la ministra della Difesa Roberta Pinotti, intervenuta questa pomeriggio al seminario “Europa più Difesa” che si è svolto nel pomeriggio a Roma. All’incontro ha partecipato anche l'Alto rappresentante della UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini. «Cominciamo a vedere risultati concreti - ha detto Pinotti -. Da sessanta anni parliamo di questo tema. Ultimamente ci sono stati passi avanti significativi. La strategia è stata quella di promuovere la difesa europea in linea con gli obblighi della Nato. A novembre ci sarà una riunione dei ministri della difesa europei: puntiamo a approvare la Pesco». «Entro metà dicembre questa cooperazione potrebbe vedere la luce», ha aggiunto Mogherini.

Per Pinotti e Mogherini l’uscita del Regno Unito dall'Unione accelera lo sviluppo di una difesa europea, che oggi non è più il «brutto anatroccolo» del processo di integrazione comunitario. La posizione assunta dall’amministrazione Trump sulle nuove esigenze di sicurezza, i rapporti non sempre facili con la Russia ma anche la tipologia delle minacce alla sicurezza (ibrida e terroristica) e una spinta politica per un'Europa che non sia solo quella dell'euro hanno aiutato ad andare in questa direzione.

Mogherini: due terzi europei vuole politica difesa Ue
«Negli ultimi due anni abbiamo avuto un’accelerazione - ha ricordato Mogherini -. La strategia globale Ue è stata promossa un anno e mezzo fa, prima di Brexit e delle elezioni Usa». Mogherini ha ricordato che sull’accelerazione che ha caratterizzato l'Europa della difesa «c'è stata la necessità di sviluppare un’autonomia rispetto agli USA, ma ha influito anche un dato: due terzi dei cittadini europei chiedono che l’Europa faccia di più sul fronte della difesa. La difficoltà delle minacce richiede una complessità delle risposte. Vogliamo affrontare a livello sovranazionale la sfida della sicurezza».

«Gli europei spendono in maniera frammentata»
«Dopo il trattato di Lisbona la crisi economica ha fatto passare in secondo piano il tema della difesa UE - ha ricordato ancora Mogherini -. Gli europei spendono poco e in maniera frammentata per il settore della difesa. Il problema europeo della difesa si chiama frammentazione e mancanza di economie di scala. Dobbiamo pianificare insieme, produrre insieme, acquistare insieme e agire insieme. Abbiamo già missioni europee, ad esempio in Africa contro la pirateria. In tutto questo - ha sottolineato l’Alto rappresentante UE - il ruolo dell'Italia è fondamentale: c'è una volontà franco tedesca di agire da motore, ma l'Italia può evitare che ogni iniziativa non venga interpretata come esclusiva di Parigi e Berlino». La partita, da questo punto di vista, è tutta da giocare.

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