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Non più compiti delle vacanze, ma laboratori di bridge

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le nuove frontiere dell’alternanza

Non più compiti delle vacanze, ma laboratori di bridge

Non più compiti di matematica in vacanza, ma laboratori dedicati al bridge. E alternanza scuola lavoro a base di bridge. Il bridge come palestra per la mente, in grado di aiutare a fare i calcoli rapidamente, a valutare probabilità e percentuali. La Federazione italiana gioco bridge - federazione sportiva iscritta al Coni - organizza in tutta Italia dei mini-corsi presso le associazioni affiliate. Prima lezione gratuita per imparare a catturare le carte dell’avversario, apprendere la tattica, i metodi di attacco e difesa, la dichiarazione, il gioco. «Il bridge - spiega Gabriele Tanini, presidente del Comitato regionale Lazio della Federazione italiana gioco bridge - è utile agli studenti sia dal punto di vista del calcolo statistico che dell’analisi. Chi sceglie altre discipline sportive allena il corpo, chi opta per il bridge allena la mente».

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Allenare la mente durante le vacanze
E dunque il bridge per allenare la mente durante le vacanze estive. «Insegno bridge in un liceo scientifico - spiega Cristina Minelli, docente matematica allo scientifico Vittorio Veneto di Milano - perché sviluppa le competenze dell’asse matematico, la logica e la capacità di analizzare velocemente una situazione e dedurre la migliore strategia, anche senza conoscere tutte le informazioni. Ai miei studenti ho consigliato un libro di bridge al posto di parte dei compiti di matematica». Anche se rimane «un gioco da poter svolgere come svago, imparare a giocare a bridge richiede impegno. Non serve essere bravi in matematica, ma sicuramente migliora l'approccio alla disciplina e al suo esercizio. Oltre a insegnare la sana competizione», sottolinea Nicoletta Romano, docente di matematica al Liceo artistico Caravaggio di Roma.

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Favorisce le capacità di analisi e lo sviluppo di strategie tattiche
Ed è una passione che percorre lo Stivale da nord a sud. «Giocare a bridge esercita la mente, favorisce l'aggregazione e la socializzazione fra i giovani, potenzia la concentrazione, l'autocontrollo, le capacità di analisi e lo sviluppo di strategie tattiche e di calcolo», spiega la professoressa Maria Grazia Callea, docente di matematica all’Istituto Ettore Majorana di Palermo e appassionata bridgista, che per l'estate lascia compiti particolari ai ragazzi. «Il mio consiglio è quello di utilizzare il periodo estivo per imparare a giocare a bridge. È un gioco, ma anche uno sport della mente».

Bridge come alternanza scuola lavoro
Un altro progetto innovativo è il bridge come alternanza scuola lavoro. La professoressa Ina Salerno del liceo scientifico Benedetto Croce di Palermo spiega di aver realizzato in collaborazione con associazioni di bridge « un nuovo percorso didattico che ha entusiasmato gli oltre 20 ragazzi che hanno partecipato al progetto bridge come alternanza scuola-lavoro. Oltre all'attività agonistica con i campionati siciliani studenteschi, l'aspetto più importante è stato acquisire un metodo di lavoro che consiste nel valutare il problema, raccogliere le informazioni sia dirette che indirette, analizzarle e trovare la soluzione». E il bridge, spiega, «insegna a diventare un “team player”, giocando e lavorando in squadra. Una qualità essenziale nel mondo del lavoro di oggi».

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Oltre 600 scuole e 10mila studenti nel progetto “Bridge a scuola”
Dal 1993 il bridge in Italia è una disciplina riconosciuta dal Coni come sport della mente, dal 1994 invece la Federazione gioco bridge ha dato vita, con il patrocinio del Coni e il consenso del ministero della Pubblica istruzione, al progetto “Bridge a Scuola”. Un progetto che si è sviluppato ed è cresciuto tanto che oggi sono oltre seicento le scuole che hanno aderito all'iniziativa e quasi diecimila gli studenti che si sono avvicinati al gioco del bridge cogliendone la sua valenza educativa.

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