| ###SocGen: voci di Opa Bnp-Agricole, Parigi non vuole stranieri - FOCUS |
|
| Il titolo sale del 10% in Borsa. Tramonta ipotesi Unicredit Radiocor - Milano, 29 gen - La Societe' Generale deve restare "una grande banca francese", il Governo si opporra' a "raid ostili". Con queste parole il primo ministro Francois Fillon ha apparentemente tracciato lo scenario di una 'soluzione francese' per la banca ita nella tormenta anziaria e giudiziaria dopo la 'truffa' da 4,9 miliardi. Le voci di un prossimo intervento da parte di Bnp Paribas o del Credit Agricole, o preferibilmente di entrambe, per poi procedere a uno spezzatino, hanno trovato un terreno fertile alla Borsa di Parigi, dove il titolo SocGen e' arrivato a guadagnare il 13% per poi chiudere in progresso del 10,42% a 78,45 euro. Tra i tanti rumour, quello che l'offerta in arrivo sarebbe a 92 o 90 euro. Livelli ben superiori a quelli attuali, ma che andrebbero confrontati anche con i 160 euro raggiunti nel maggio 2007. Gli operatori si mostrano scettici: "chi potrebbe farsi avanti prima ancora che siano noti i risultati dell'indagine e comunque con mercati come quelli attuali?", si chiede un trader londinese. Anche secondo il Credit Suisse un'Opa e' "poco probabile", cio' non toglie che la banca elvetica in una nota ai clienti abbia passato in rassegna i possibili pretendenti, calcolando nella gamma tra 85 e 111 euro per azione l'eventuale offerta per un totale tra 39,6 e 51,8 miliardi, contro la capitalizzazione odierna di 35,9 miliardi. Tra le ipotesi del Cs figura appunto un intervento congiunto di Bnp Paribas, che sarebbe interessata alla banca retail e dell'Agricole che punterebbe invece alla divisione banca di anziamento e investimento. Nella rosa dei candidati il Cs metteva anche Unicredit e Intesa Sanpaolo, Santander e Bbva, Hsbc e Barclays, come pure Deutsche Bank, ma evidenziando per ciascuno gli ostacoli a una tale iniziativa. Per Unicredit si tratterebbe delle recenti acquisizioni, per Intesa dei rischi di acquisire una banca "grande e complessa". Del resto, secondo fonti anziarie, Unicredit non e' in movimento sul dossier. Le parole di Fillon sembrano d'altro canto sbarrare la strada a qualsiasi intervento estero. Mentre salgono le pressioni dal mondo politico per le dimissioni di Daniel Bouton, i sindacati non nascondono le loro preoccupazioni in vista del cda di domani. "Siamo inquieti", ha detto a Radiocor Michel Marchet, responsabile della Cgt, convinto del fatto che Bouton debba restare al suo posto per traghettare la banca fuori dalle acque agitate dove e' ita. Altrimenti, "la partenza di Bouton verrebbe interpretata come il preambolo all'arrivo di un 'liquidatore'". |
|
 |
 |
 |
|
 |