Laura Galvagni
Qualcuno ha azzardato il paragone Valletta-Avvocato, qualcun altro l'ha subito ridimensionato ricordando come allora l'equilibrio tra Gianni Agnelli e l'uomo che guidava la galassia Fiat fosse ben diverso da quello che governa il tandem Marchionne-Elkann. Eppure oggi come sessant'anni fa il timoniere dell'asset principale della famiglia è entrato a far parte del gruppo di comando della Exor. Ieri la cassaforte della dinastia ha infatti annunciato che Sergio Marchionne, amministratore delegato del Lingotto, è stato cooptato nel consiglio della società e che diventerà membro del comitato strategico. Un ingresso che sembra proiettare il manager direttamente nella stanza dei bottoni della finanziaria e che trova ragione nel ruolo cruciale che Marchionne, sempre più indispensabile all'interno della galassia, riveste nel gruppo. Buona parte del portafoglio di Exor è gestito da lui, a partire da Fiat per arrivare a Sgs, dove è presidente, e nel corso della sua carriera ha toccato molti degli ambiti in cui opera o intende operare la cassaforte: «Oltre alla conoscenza diretta di molti nostri investimenti, Sergio possiede un'esperienza maturata in molteplici settori e aree geografiche. Dove noi intendiamo investire e crescere», ha spiegato Elkann. Di qui il ruolo chiave che il presidente gli ha riservato, soprattutto ora che Gianluigi Gabetti ha compiuto un passo indietro. Un piccolo passo, in realtà. Contro le iniziali previsioni, lo storico manager di casa Agnelli resterà nel consiglio degli accomandatari della Giovanni Agnelli & c Sapaz. Una scelta inaspettata che si aggiunge alle altre che emergeranno venerdì 14 maggio a margine dell'assemblea dell'accomandita. Stando a quanto è stato possibile ricostruire, ieri a margine del consiglio di Exor, che ha approvato i conti del trimestre, i rappresentanti della famiglia che siedono nel board, tra i quali oltre a John Elkann, Tiberto Brandolini D'adda, Pio Teodorani Fabbri, Lupo Rattazzi, Andrea Agnelli, Luca Ferrero Ventimiglia, Oddone Camerana e Alessandro Nasi, si sono fermati per un confronto diretto sul riassetto di vertice che i soci voteranno venerdì. Dalla riunione sarebbero emerse alcune linee guida. Innanzitutto il consiglio degli accomandatari sarà composto di otto membri, due per ciascuno dei tre gruppi famigliari definiti (gli eredi di Gianni Agnelli raggruppati nella Dicembre, gli altri Agnelli e il ramo Nasi) che possiedono ciascuno più o meno un terzo della Sapaz, più Gianluca Ferrero e Gianluigi Gabetti. Quanto ai rappresentanti delle famiglie, per la Dicembre ci sarà ovviamente John, che sarà pure il presidente, e un altro componente degli Agnelli che non appartiene però alla dinastia Elkann (c'è chi ipotizza Lupo Rattazzi). Per gli altri Agnelli, ci sarà Andrea Agnelli e a sorpresa, ma soprattutto per la prima volta nella storia della famiglia entrerà una donna: Maria Sole Agnelli. Poi, a completare il riassetto, i Nasi.
Una rivoluzione che troverà compimento a pochi giorni dall'approvazione dei conti Exor del trimestre, chiusi con un utile consolidato di 31,7 milioni di euro contro il dato negativo per 152,8 milioni del 2009. In aumento anche il net asset value (Nav), che è risultato pari a 5.818 milioni di euro, con un incremento di 2.850 milioni rispetto al dato di 2.968 milioni al primo marzo 2009, data di efficacia della fusione con Ifil. Per l'esercizio 2010, Exor prevede un risultato positivo e a livello consolidato anche un miglioramento dei risultati economici.
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