Il finanziere americano Warren Buffett ha ribadito la sua contrarierà all'offerta di acquisizione di Kraft sulla britannica Cadbury - rilanciata nei giorni scorsi dal gruppo Usa che così ha ottenuto l'appoggio dei manager della società bersaglio - ma ha anche precisato che non intende cedere la sua partecipazione in Kraft. Azionista importante del colosso alimentare americano con il 9% attraverso la sua finanziaria Berkshire Hathaway, l'oracolo di Omaha, dopo il tentato sgambetto ai primi di gennaio, ha confermato le proprie perplessità sull'intesa, legate al fatto che i titoli Kraft sono significativamente sottovalutati e quindi è costoso utilizzarli come merce di scambio in un'acquizione.

Buffett ha affermato che la recente cessione a Nestlé delle attività sulle pizze surgelate, che ha consentito a Kraft di far venir meno una possibile controfferta per Cadbury, è stata a sua volta effettuata per un ammontare toppo esiguo: «Cedere un'attività che fa 280 milioni di dollari l'anno per 2,7 miliardi di dollari è stato un errore». Per Buffett, insomma, l'affondo del colosso alimentare americano sul gruppo dolciario britannico è un altro sbaglio, un accordo «non buono» sul quale ha molte riserve, «molti dubbi» e per il quale se avesse potuto votare avrebbe optato per un «no».

A Omaha per sottoporre agli azionisti il frazionamento delle azioni di Classe B propedeutico al finanziamento dell'operazione Burlington Northern (44 miliardi di dollari per la società ferroviaria Usa), Buffett ha dichiarato di non avere in cantiere al momento alcuna acquisizione, ma di aspettarsi che emerga un «nuovo grande pesce»: «Sarei deluso se nei prossimi due, cinque anni» Berkshire Hathaway non portasse a termine ulteriori acquisizioni. Kraft ha incassato con understatement la bocciatura di Buffett: «Rispettiamo - ha commentato un portavoce della società - la sua opinione», ma l'operazione Cadbury «per noi è un buon accordo, che trasforma il nostro portafoglio» favorendo una «crescita migliore».

Lo scorso 5 gennaio il guru della finanza aveva tentato lo sgambetto a Kraft, invitando gli investitori a negare all'amministratore delegato Irene Rosenfeld la possibilità di emettere 370 milioni di azioni per finanziare l'acquisizione di Cadbury. L'accordo fra Kraft e Cadbury è valutato 19,4 miliardi di dollari: gli azionisti Cadbury riceveranno 840 pence per azione, di cui 500 cash e la quota restante in titoli. Cadbury pagherà inoltre un dividendo da ulteriori 10 pence una volta che l'accordo sarà completato.

L'offerta del gigante alimentare americano risulta del 9% più elevata rispetto a quella precedentemente avanzata, e respinta come «irrisoria» dal consiglio di amministrazione del gigante inglese del cioccolato. La stampa inglese mastica amaro e fotografa il tramonto dell'indipendenza del famoso marchio britannico. In una lettera al Daily Telegraph, sir Adrian Cadbury e sir Dominic Cadbury, ex presidenti di Cadbury, si augurano che Kraft «sia all'altezza delle sue responsabilità». E non risparmia veleno, sulle pagine del Financial Times, neppure Felicity Loudon, altra discendente dei fondatori di Cadbury: «I miei antenati si rigirerebbero nella tomba» se sapessero che la società è stata acquistata da un'azienda americana «che produce formaggio per hamburger».

 

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