Antichi Pellettieri chiude l'accordo di ristrutturazione con le banche; Giovanni Burani viene interrogato dal curatore fallimentare di Burani Design Holding (Bdh); la guardia di finanza acquisisce informazioni sull'Opa parziale volontaria lanciata su Mariella Burani Fashion Group dalla controllante Mariella Burani Family Holding; il presidente della Corte d'Appello del Tribunale di Milano fissa le udienze sul reclamo e la richiesta di sospensione della liquidazione della Bdh. Inoltre Giuliano Tagliavini ha assunto la carica di presidente di Mbfg, di cui era già consigliere indipendente. Un venerdì denso di appuntamenti per il gruppo Burani.

Proseguono in parallelo i due filoni della vicenda: quello giudiziario e quello finanziario-industriale. Sul primo fronte le novità della giornata di ieri sono innanzitutto le due udienze fissate dal presidente della Corte d'Appello di Milano: la prima l'11 marzo per l'esame della richiesta di sospensione della liquidazione della Bdh presentata dall'avvocato di Walter Burani, Giuseppe Amoroso; la seconda il 13 maggio per il reclamo contro il provvedimento del Tribunale fallimentare di Milano con il quale è stato dichiarato lo stato di insolvenza della società. Nel primo caso il giudice sarà lo stesso presidente di sezione della Corte d'Appello Domenico Urbano, mentre nel secondo caso il giudice relatore sarà Mario Barbuto. In entrambi i casi la decisione sarà presa in sede di collegio.

Sempre ieri, nuovo capitolo nella vicenda Bdh con la convocazione di Giovanni Burani presso lo studio del curatore fallimentare Diego Moscato. L'ex amministratore delegato della Mbfg ed ex presidente della holding olandese Bdh ha consegnato personalmente al curatore la contabilità della società, come richiesto dal Tribunale fallimentare di Milano nella dichiarazione di insolvenza. In un interrogatorio di circa tre ore e mezza ha inoltre risposto alle domande di Moscato e si è riservato di fornire ulteriore documentazione. Nel colloquio si è anche affrontato il tema dell'Opa parziale lanciata su Mbfg nel 2008.



Proprio l'Opa del 2008 è al centro delle indagini dell'inchiesta della Procura di Milano, tanto che ieri la Guardia di Finanza si è recata negli uffici di Centrobanca, gruppo Ubi, per acquisire informazioni sul finanziamento dell'operazione da parte dell'istituto. Nell'ambito della stessa attività istruttoria i pm titolari dell'inchiesta, Luigi Orsi e Mauro Clerici, sentiranno come persone informate sui fatti alcuni dirigenti della banca, secondo quanto riportato da Radiocor. Centrobanca, dal canto suo, «sta collaborando fattivamente con la magistratura nell'indagine in quanto la stessa banca è stata danneggiata» dal fallimento di Bdh. Mentre per lunedì è stato convocato come testimone l'attuale a.d. di Mbfg Gabriele Fontanesi.

Accordo fra banche e Ap
Dopo mesi di trattative la ristrutturazione del debito di Antichi Pellettieri (Ap) è giunta ieri alla battuta finale. La società, controllata da Mbfg e quotata in Borsa, ha comunicato ieri il completamento del processo di asseverazione del piano industriale e finanziario della società e della controllata Mosaicon (che a sua volta controlla Braccialini, Mandarina Duck, Francesco Biasia e Dadorosa). La società, assistita da Dgpa Advisory, Mediobanca e dallo studio legale Legance, ha contestualmente sottoscritto con le banche creditrici, assistite da Rothschild e dallo studio Bonelli, Erede e Pappalardo, un accordo di ristrutturazione dell'indebitamento finanziario che prevede: il consolidamento e il riscadenziamento del debito di Ap pari a 71 milioni, che dovrà essere rimborsato con gli interessi che matureranno (ad un tasso del 3,5%) in un'unica soluzione il 31 dicembre 2014. Nel caso non fosse rimborsato il debito Ap si è impegnata a dismettere alcune partecipazioni, tra cui la quota in Baldinini e Mosaicon. In cambio la società ha ottenuto la riapertura delle linee di credito a breve termine.
Sempre ieri, poi, Ap ha sottoscritto un accordo con il private equity 3i per modificare il patto parasociale di Mosaicon, in base al quale il fondo diventerà azionista di maggioranza della società con una quota del 64% di azioni di categoria D, mentre Ap avrà una quota del 36% di azioni di categoria C. Inoltre Mosaicon e le controllate, affiancate da Vitale e Associati nell'operazione, hanno sottoscritto a loro volta un accordo con le banche per la ristrutturazione dell'indebitamento finanziario.

 

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