Otto miliardi e qualche spicciolo. È la cifra che il governo di Berlino avrebbe chiesto al Parlamento per il via libera a un piano di aiuti per la Grecia. Sarà anche un caso ma quel numero è guarda caso l'ammontare del debito greco in scadenza nei prossimi giorni.
Una ciambella di salvataggio per uno Stato senza più liquidità. La domanda a questo punto è: basterà? No assolutamente. Rischia di essere solo un pannicello caldo. Già perché nei prossimi 12 mesi andranno a rimborso altri 26 miliardi di titoli ellenici. Poca roba vista così. In fondo il Governo di Atene si vede costretto a rimborsare nel 2010 poco più del 10% del suo stock di debito. Non è molto dato che Paesi come l'Olanda dovranno restituire nei prossimi dodici mesi il 30% del proprio ammontare complessivo di prestiti. Valori in linea con quelli di Germania e Francia. Paesi ben più solidi ovviamente. Il che la dice lunga sulla grave crisi del Paese ellenico. Il 2010 non era un anno terribile per la Grecia, dato che quei 26 miliardi si contrappongono alla restituzione di 139 miliardi da parte dei tedeschi, i 99 dei francesi e i 175 dell'Italia. Non riuscire a onorare tale relativo basso livello di debiti a scadenza evidenzia quindi il dramma vero della Grecia. Casse vuote inaspettatamente nell'anno delle scadenze che appariva meno opprimente rispetto al resto d'Europa.

 

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