una scala; sostando su una sedia e cantando con la chitarra in mano; mentre dialoga con le immagini dello schermo e gli spettatori, rendendoli complici, con ironia e leggerezza, del suo racconto. Che spazia nella nostra storia italica repubblicana attraverso filmati d'epoca, voci, suoni, canzoni e immagini recuperati dalla memoria collettiva, televisiva, da titoli di giornali, da parole volti e gesti ricongiunti alla nostra cronaca. Per parlarci di una democrazia fragile, dove parole come libertà, uguaglianza, fraternità, sembrano smarrite, dice lo stesso Sanguineti. Il monologo si snoda tra scritti civili e poetici dello scrittore, in un gioco culinario al quale Guanciale conferisce una densa intimità, un rapporto d'umana prossimità che dà senso al fare teatrale, caricandolo di responsabilità civile e politica. E reinstaura un contatto comunicativo come raramente si sperimenta a teatro.Prendi un piccolo fatto vero
A cura di Claudio Longhi, con Lino Guanciale.
Al teatro Allo Scalo di Roma, e in tournèe.
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