E' l'immaginifico Uncle Bonomee who can recall his past life- del regista thailandese quarantenne Hapichatpong Weerasethakul il vincitore della palma d'oro alla 63esima edizione del festival di Cannes. Uncle Boonmee, che sarà distribuito dalla Bim, racconta la storia di un uomo in fin di vita attorno a cui si materializzano i fantasmi della moglie e del figlio scomparso, che torna in veste di scimmione, o nelle figure visionarie di una principessa con il volto è deturpato che ha un rapporto sessuale con un pesce. Quasi che gli incantesimi pittoreschi di cui è intriso il film esprimessero il desiderio di fuga dalla realtà di un paese pacifico solo nei cataloghi turistici, il cui vero volto è mostrato nella violenza di questi giorni.

«Credo esista un'associazione speciale tra il cinema e la reincarnazione – aveva sottolineato il regista parlando del suo film, mentre tornando alle divisioni politiche del paese che oppongono le camicie rosse al governo con una guerriglia fratricida aveva detto: "Spero solo che questa violenza ora si attenui. Da una parte c'è la gente che dice la sua con forza e, dall'altra, il governo che replica con altrettanta determinazione. Il rischio è che se cade l'esecutivo tutto precipiti in mano alle bande».

Il premio come migliore attore è andato a Elio Germano protagonista di La nostra vita di Daniele Luchetti a parimerito con Xavier Bardem, meraviglioso interprete di Biutiful di Alejandro Gonzales Inarritu. "Dedico questo premio all'Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere il paese migliore nonostante la loro classe dirigente", ha detto Germano durante la cerimonia. Il film di Luchetti racconta la storia di un capomastro della periferia romana che per affogare il lutto della moglie, si getta in maniera totalizzante nel lavoro. Il suo obiettivo è quello di fare più denaro possibile nel campo dell'edilizia con metodi spicci e poco legali, cercando di lenire il dolore dei figli per la perdita della madre con l'acquisto di cose. Xavier Bardem è invece Uxbal, un uomo intorno a cui tutto marcisce: il matrimonio, il lavoro fatto di traffici che costano la vita a persone indifese (immigrati senza diritti), il corpo corroso dal cancro. Solo una cosa rimane: il legame fortissimo con i figli.

E' Juliette Binoche, anche madrina del keremesse cinematografica, la migliore attrice di questa edizione del festival di Cannes. Binoche aveva scosso Cannes per il suo pianto durante la conferenza stampa dopo aver appreso la notizia che il regista iraniano Jafar Panahi, da mesi in carcere a Teheran, aveva intrapreso lo sciopero della fame. L'attrice ha rivolto un pensiero a Panahi anche durante la cerimonia di chiusura del festival: «C'è un uomo - ha detto Binoche - la cui colpa è di essere un artista. Penso a lui proprio questa sera e spero di essere con lui qui l'anno prossimo. È una lotta difficile. Il paese ha bisogno di noi artisti» Juliette è la protagonista di Copia Conforme di Abbas Kiaros - nelle sale ora anche in Italia - una gallerista che intreccia un gioco di finzione con uno scrittore. Si fingono una coppia sposata da anni ma la simulazione è tale che alla fine non si comprende se si tratti di realtà.

Tournée del francese Mathieu Amalric vince il premio per la miglior regia. Il film, diretto e interpretato dal francese Mathieu Amalric, racconta il mondo dello strip tease con delicatezza, senza moralismi. Donne che fanno del proprio corpo spettacolo, rimanendo pure nelle relazioni col prossimo, che si approfitta della loro buona fede, come fa lo stesso manager-protagonista. Il premio per la sceneggiatura se lo è aggiudicato il film del coreano Lee Chang Dong per Poetry che racconta la storia di una donna così immersa nel suo amore per la poesia da non accorgersi che il nipote fa parte di una gang criminale. Infine il premio speciale della giuria è andato a Un Homme qui crie del chadiamo Haroun. Dopo 13 anni l'Africa si aggiudica finalmente un premio sulla Croisette: è stata una bella sorpresa. La pellicola racconta il dolore di un padre che invecchiando si sente sorpassato dal figlio e non fa nulla per risparmiargli la guerra in Chad. Preso dai rimorsi, a nulla serviranno le sue ricerche per salvarlo: lo ritroverà morto.

 

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