Questo articolo è stato pubblicato il 28 luglio 2010 alle ore 20:05.
Il corpo. La mente. E' molto avvilente che nel 2010 si separi ancora il corpo dalla mente. Leggere i due articoli sul Sole 24 ore di domenica scorsa mi ha fatto una tristezza infinita, e mi ha fatto pensare che non si finirà mai di discutere sull'importanza dell'educazione globale delle persone. Il Prof. Ichino, ma anche il giornalista Garanzini con la sua finta difesa della categoria, sono fermi alla ginnastica di stampo militare, o all'avviamento allo sport, che nulla hanno a che fare con l'educazione fisica.
E' forse utile ricordare che educare viene dal latino ex-ducere, cioè "portare fuori" e questo principio, presente anche nel suo nome (educazione fisica), l'ha fatta essere sempre la materia più amata, perché permette di conoscere i propri limiti, le proprie abilità e confrontarle con quelle degli altri non in maniera agonistico- competitiva, come fa lo sport, ma per rispettare e confrontare le capacità (e incapacità) di ciascuno.
E questo è il lato prettamente pedagogico della faccenda, ma c'è da dire che anche le neuroscienze ribadiscono sempre di più sull'unità psicofisica umana e quindi non si capisce perché proprio chi parla di scuola e di formazione, invece, ne sia ancora così lontano. E' pur vero che spesso si continua a proporre un modello di funzionalità corporeo-motoria integrata solo su di una dimensione "consequenziale", rispetto ad una cognizione, più o meno consapevole, approccio fondato sull'atteggiamento cartesiano: prima penso, dubito, conosco per certo e poi agisco. E che questo fa ancora pensare ad un vecchio modo di imparare e, di conseguenza, di insegnare. Ma oggi le nuove prospettive psicobiologiche (Oliverio), neurologiche e neuropsicologiche (Kandel, Damasio, Rizzolatti solo per citarne qualcuno), neuropsicoanalitiche (Solms), psicologiche (Neisser), insieme a quelle psicoterapeutiche (Lo Verso) e riabilitative (Ramachandran), propongono una diversa visione del corpo, della coscienza, delle emozioni, della motricità, dell'educazione, e rovesciano questo paradigma. E quindi: agisco, comprendo, assimilo. Vale la pena di approfondire questi argomenti, prima di scrivere sull'educazione fisica e motoria.
Una nota personale La scorsa settimana sono venuti a mangiare una pizza a casa mia un gruppo di ex alunne e alunni, alcuni non li vedevo (e non si vedevano) da 17 anni: lasciati preadolescenti li ho ritrovati adulti. Li guardavo e pensavo che quando li ho conosciuti avevo più o meno la loro età (30 anni). Mi hanno raccontato quanto sia stato importante il lavoro fatto insieme alle medie, a quanto sia presente nella loro vita quello che abbiamo raggiunto in tre anni, con due ore a settimana, ma con un contatto vero, fatto di presenza, di attenzione, di ascolto, che li ha aiutati più di qualsiasi cosa.
Parlo di Napoli, di una scuola in un quartiere "difficile" e di un gruppo di alunni/e eterogeneo. Vi prego, quindi, di ripensare a ciò che avete scritto, riscriverne alla luce delle molte lettere che state ricevendo, e di parlare in generale con maggiore cognizione di causa di argomenti che, si vede, sono molto lontani da voi. Grazie Marina Rippa, Napoli.
Egregio direttore, l'articolo di Andrea Ichino apparso sul giornale domenica, riguardante l'educazione fisica, sia pur palesemente provocatorio merita una risposta, e mi permetto di darla come insegnante di educazione fisica vicino alla pensione, quindi non certo timoroso di andare a spasso. A fronte di situazioni vere e sacrosante, l'orario, le strutture, lo scarso entusiasmo di colleghi ( comune ad altre materie però !! ) citate Ichino forza un paradosso , ovviamente pro domo sua, anzi del suo concetto di partenza, assolutamente errato, proponendo come alternativa migliore alle due ore settimanali l'attività pomeridiana a pagamento, che sta alle ore curricolari come la ricetta del caciucco alla filologia romanza. Infatti l'educazione fisica scolastica è ( o dovrebbe essere ) attività di miglioramento dei parametri fisiologici, avviamento ad una pratica sportiva, educazione civica al confronto, socializzazione in ambiente destrutturato come la palestra della scuola, ambito in cui tutti si misurano per le loro qualità e non per la griffe degli abiti o la media dei voti. I nostri stessi alunni ( sempre meno, circa il 50% dei minorenni ) poi al pomeriggio svolge un attività sportiva nelle società, spesso indirizzati dai loro insegnanti, perché questo fanno, non vanno certo nelle palestre di fitness. In quest'ultime infatti ci sono circa il 90% di utenti maggiorenni che le frequentato per, detto in ordine crescente di interesse, per la salute fisica, per relazionarsi, per l'estetica, per " rimorchiare " e lo dico con cognizione di causa avendoci lavorato per 20 anni. Ichino si dimentica poi di citare la causa degli effetti citati, cioè la mancanza di fondi, drammatica, se la mia scuola ad esempio da tre anni non ha un euro per comprare un pallone, e non siamo una scuola qualunque dal punto di vista sportivo, visto che negli ultimi cinque anni abbiamo partecipato a tre finali nazionali studentesche e portato nel 2010 tre squadre sul podio dei regionali lombardi, unica scuola nella regione . Altro errore secondario ma non meno grave la non conoscenza che le scuole attivano il Patentino per i ciclomotori in alternativa alle scuole guida, con enorme successo. A me sembra che invece tutto passi come al solito sull'esaltazione del privato sul pubblico, come se le ferrovie nel passaggio ci avessero guadagnato . Io però un ‘idea l'avrei, altrettanto provocatoria. Visto che siamo uno stato laico…. ( ho messo i puntini perché mentre lo scrivevo mi è venuto da ridere e quasi casco dalla sedia ) perché non licenziare tutti gli insegnanti di religione, materia facoltativa, e con i soldi costruiamo palestre ? Tra l'altro questi miei colleghi sono pagati dallo stato e nominati dalle autorità ecclesiastiche, un abominio legislativo possibile solo in Italia. Pensi come sarebbe contento dottor Ichino se lei fosse nominato in futuro direttore del Sole e venisse a conoscenza che i suoi giornalisti vengono scelti dalla proprietà di Liberazione o del Manifesto. !! Cordiali saluti Franco Guarneri Liceo Aselli Cremona
Alla Redazione Il sole 24 ore Terminata da pochi secondi la lettura degli articoli dei Sigg. Ichino e Garanzini, pubblicati il 25 luglio scorso, l'indignazione spinge ad una immediata risposta. Il primo impulso, fortemente emotivo, e l'indignazione è una delle più ricorrenti e forti emozioni che mi trovo a sperimentare in questo periodo, è quello di rispondere con una sintetica illustrazione delle tante motivazioni su cui si fonda il valore formativo dell'Educazione Fisica scolastica, pubblica ed obbligatoria per tutti. Ma, con un faticoso tentativo di attivare anche la parte razionale della mia mente, mi rendo conto che tale risposta risulterebbe, per i destinatari, autori degli articoli in questione, del tutto inefficace. L'Ignoranza mostrata, sia rispetto all'ambito culturale e scientifico specifico delle Scienze Motorie, sia rispetto al sistema scuola in generale, resa evidente anche solo dalle semplici scelte terminologiche adottate (non si è nemmeno capaci di distinguere tra "Educazione Fisica" "ginnastica" e "sport") ed ancor più evidente nei ragionamenti sviluppati dai due autori, mi convince dell'assoluta impossibilità di generare un seppur minimo scambio dialettico, con un qualsiasi sintetico scritto che possa raggiungere le loro menti. Inviterei, pertanto, gli autori a ricercare un confronto, nelle sedi e con gli interlocutori opportuni, a cominciare dagli insegnanti di Educazione Fisica, un pò più approfondito e sistematico prima di pubblicare articoli su testate peraltro autorevoli. Voglio, infine, seplicemente segnalare alla loro sensibilità, personale oltre che giornalistica, che la grossolanità di quanto espresso nei loro articoli, se non fosse così evidentemente sostenuta dall'ignoranza, potrebbe risultare profondamente offensiva per ben 33.830 Cittadini italiani!!!! Cordialmente. Caterina Piernera Docente di Educazione Fisica
Egregio Prof. Andrea Ichino, ho letto il suo articolo del Sole 24 ore del 25 luglio 2010 "L'educazione fisica? Bocciamola!" e dentro di me sono balzati i più svariati sentimenti, dall'odio quasi profondo, alla rabbia, al senso di frustrazione, allo spirito di sopravvivenza, al riderci sopra. Ho cercato di immaginare lei fisicamente, forse poco portato allo sport, con un passato scolastico motorio non troppo stimolante, con un docente poco preparato. Mi ha ricordato il mio Dirigente Scolastico che da tempo continua a dire che mi stima enormemente ma ritiene che l'Educazione Fisica, la materia che insegno da quasi trent'anni, dovrebbe essere eliminata dalla Scuola Secondaria Superiore (io insegno in un Liceo) perché non serve a nulla. Queste sono le mie gratificazioni lavorative che si aggiungono alle varie frasi che mi sono sentita dire nel corso della carriera: "L'educazione fisica è una materia di serie B", " Gli insegnanti di educazione fisica dovrebbero essere pagati di meno", " Tu non correggi i compiti" e quindi deduco di avere un lavoro più leggero.Tutto quanto ho sentito in questi anni avrebbe minato l'equilibrio psichico dell'uomo più solido del mondo e non nascondo che spesso mi sono sentita frustrata . Sono, però, una persona seria, come ce ne sono tantissime che fanno il mio mestiere, credo nel valore formativo ed educativo della materia e vado avanti per la mia strada cercando di dare a tutti i ragazzi, e non solo ai più dotati, maggiori stimoli possibili,conoscenze motorie e sportive, entusiasmo, regole e tanti altri insegnamenti che l'Educazione Fisica può trasmettere. Mi viene da sorridere a pensare che l'eliminazione di noi docenti di Educazione Fisica possa in qualche modo salvare le sorti dell'Italia. Ragionando così, in una politica di tagli, si possono eliminare anche altre materie perché, per esempio, in un liceo scientifico si potrebbero studiare solo materie di ambito scientifico così come al liceo classico si potrebbero eliminare la matematica e le altre materie non caratterizzanti il corso di studi. Non credo sia il modo giusto per formare i nostri allievi, la generazione del futuro.Rifletto ancora su quanto lei dice a proposito dell'attività pomeridiana. Può succedere che i genitori la scelgano per i figli perché insoddisfatti da quella proposta dalla scuola ma più facilmente la scelgono perché, TRAMITE LA SCUOLA, i loro figli conoscono e desiderano approfondire ambiti motori e sportivi a loro congeniali .Esistono, poi, purtroppo, famiglie meno abbienti che di certo non hanno i soldi per palestre e corsi privati per cui le due ore di Educazione Fisica scolastiche sono l'unica opportunità per i loro figli per avvicinarsi allo sport ed acquisire una cultura motoria.Tutto questo fa supporre che, invece di eliminare la materia, essa andrebbe integrata per evitare aggravi finanziari a quelle famiglie sensibili all'importanza dell'attività motoria per i propri ragazzi.E' ancora vero che in Italia ci sono scuole senza palestre oppure locali fatiscenti ma allora il problema non si risolve eliminando questa disciplina ma bensì investendo risorse affinché gli studenti possano svolgere le ore di Educazione Fisica in ambienti adeguati, con spogliatoi agibili e decorosi per rimettersi in ordine dopo l'esercizio fisico.Riguardo all'articolo di Gigi Garanzini, ringrazio l'autore per la sensibilità dimostrata alla categoria ma i suggerimenti che fornisce sono per così dire " il pane quotidiano" di noi docenti di Educazione Fisica. Infatti, mentre insegnamo e facciamo svolgere le più svariate attività ovviamente consone ai programmi ministeriali e all'età dei nostri allievi, forniamo sempre ai nostri alunni suggerimenti utili, indicazioni, norme di sicurezza, informazioni sul doping, sull'alimentazione, sulla salute, sui meccanismi energetici, sui valori dello sport. In questa nostra opera siamo anche aiutati da validi testi specifici per la materia che possono essere utili ai ragazzi per la loro crescita. Sinceramente, in una Italia che "va a bagno"per lo spreco di denaro pubblico, le troppe auto blu, strade e ospedali costruiti e mai aperti, mafia e camorra distribuitesi a tela di ragno su tutto il territorio, un senso di impunità generalizzato per cui chi sbaglia facilmente non paga, prendersela con i professori di Educazione Fisica rientra nella logica della nostra politica, colpire sempre i più deboli e i più piccoli. Forti e potenti hanno santi in paradiso. Genova ,28 luglio 2010 Prof. Donatella Tidona