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L'apocalisse sugli schermi dall'uragano Katrina al sisma di Tangshan

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Questo articolo è stato pubblicato il 20 agosto 2010 alle ore 15:41.

Dall'America alla Cina si moltiplicano i film su distruzioni e catastrofi. Negli Stati Uniti è grande l'attesa per "If God is Willing and Da Creek Don't Rise", documentario realizzato da Spike Lee nel quinto anniversario dell'uragano Katrina, che racconta il tentativo degli abitanti dell'area di ricostruire le proprie vite, in molti casi fallito (solo il 38% delle case distrutte dalla calamità sono state rifatte).

Il regista afroamericano ha scelto questa volta il piccolo schermo (per la precisione Hbo, una delle emittenti via cavo più importanti degli Usa, che proietterà il lavoro il 23 e 24 agosto prossimi), dopo che già nel 2006 aveva portato in scena al Festival del Cinema di Venezia "When the Levees Broke: A Requiem in Four Acts", un lungo documentario in quattro atti che raccoglieva le testimonianze degli abitanti di New Orleans e accusava la classe politica per una tragedia che poteva essere evitata.Il nuovo episodio, le cui riprese erano state ultimate poco prima del 20 aprile, il giorno dell'incidente alla piattaforma petrolifera di British Petroleum Deepwater Horizon, è stato integrato con alcune interviste agli abitanti della costa del Golfo, duramente colpiti dalla più grave marea nera della storia.

Dagli Usa alla Cina, dove "Aftershock", pellicola realizzato Feng Xiaogang, sta sbancando il botteghino (a metà agosto ha superato i 550milioni di yuan incassati, circa 65 milioni di euro) ed è diventato il film più visto di tutti i tempi in patria. Il film racconta una delle più grandi catastrofi della storia, il terremoto che nel 1976 devastò la città di Tangshan (nella provincia dello Hebei, nel Nord della Cina), causando la morte di 240mila persone. Anziché cavalcare gli effetti speciali, Xiaogang punta sui sentimenti, raccontando il lungo viaggio verso la riconciliazione tra una madre e la figlia, creduta vittima del terremoto.

Anche se la critica cinematografica ha stroncato la pellicola, accusandola di puntare più ai grandi incassi che alla qualità, il successo non passa inosservato ed è letto da alcuni osservatori come un segno dei tempi, considerato che ha superato al botteghino, anche "The Founding of a Republic", film propaganda uscito in coincidenza con il sessantesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, che aveva totalizzato 420milioni di yuan, oltre 47milioni di euro.

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Tags Correlati: BP | Cina | Cinema | Cultura | Feng Xiaogang | John Hillcoat | Roland Emmerich | Spike Lee | Stati Uniti d'America | Tangshan | When

 

Del resto è ancora fresco il ricordo per il successo ottenuto lo scorso inverno da "The Road", film apocalittico di John Hillcoat, tratto dal romanzo di Cormac McCarthy, che racconta un'America post-catastrofe con un padre e un figlioletto alla deriva, letto dalla critica come un tentativo di catarsi in un periodo di preoccupazioni e instabilità. E lo stesso vale per "2012" di Roland Emmerich, film catastrofista per eccellenza in cui si può assistere alla distruzione della cupola di San Pietro, di Notre Dame e dell'abbazia di Westminster, insieme allo sgretolamento del Cristo Redentore di Rio de Janeiro, al crollo la Casa Bianca e del Big Ben di Londra, a dare il segnale di un Occidente senza futuro.

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