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Questo articolo è stato pubblicato il 09 giugno 2011 alle ore 17:31.

Vicinissime, l'una di fronte all'altra eppure separate da una sottile striscia d'acqua. Oggi sembra una cosa da nulla ma, per secoli, Moltrasio e Torno si sono guardate dalle opposte sponde del Lago di Como, barriera naturale che allontanava due paesi quasi confinanti. Una divisione destinata a trasformarsi in lunga inimicizia per un fraintendimento che assomiglia ad uno scherzo del destino.
La storia inizia nei primi decenni del XVI secolo quando Francia e Spagna si contendevano la supremazia sul Ducato di Milano di Francesco II Sforza. Tra gli alleati di quest'ultimo e degli iberici figurava la città di Como. I borghi lariani, però, nel frattempo si fronteggiavano, aderendo chi all'una, chi all'altra delle due fazioni in lotta. Questa situazione doveva avere un tragico epilogo per gli abitanti di Torno, filo-francesi e, pertanto, opposti ai comaschi.
L'incendio e le campane
L'11 giugno 1522 infatti una flotta, partita proprio da Como, sbarcò nel paese e lo diede alle fiamme per punirne lealtà alla Francia. Ed è esattamente a questo punto che il destino, beffando, giocò un tiro che avrebbe gettato le basi di un profondo rancore tra i superstiti dell'incendio e i loro dirimpettai lacustri. Come racconta, con semplicità e precisione, Francesco Ballarini nel «Compendio delle Cronache della città di Como» del 1619. «… nel qual giorno (l'11 giugno 1522) uomini di Moltrasio della fattione ducale, postavi di rimpetto dall'altro canto del Lario, suonavano le campane di festa per la solennità di San Barnaba, loro santo titolare, onde furon sempre dall'hor in poi dai Tornaschi odiati, sotto pretesto che tal sonare si facesse per allegrezza dell'incendio della nemica terra».
La campane suonate per celebrare il santo patrono dovevano, dunque, essere scambiate per festeggiamenti in onore della distruzione dei rivali. Ma la storia non finisce qui. E i fuggiaschi nei mesi successivi, spinti dalla sete di vendetta, misero a ferro e fuoco i paesi nemici, primo tra tutti Moltrasio che, ritenevano, li avesse irrisi nel momento più buio.
Il nuovo patto di amicizia
Da allora sono passati 489 anni ma non è mai troppo tardi per fare pace. Nasce così una manifestazione che sancisce simbolicamente un nuovo patto di amicizia tra i due paesi ma, soprattutto, diventa occasione per una riscoperta di questo tratto di lago. Una zona ricca di storia e inserita in un paesaggio splendido.
Moltrasio, in effetti, ha fatto sempre parte, con il primo bacino ed il Centro Lago (Bellagio), del Grand Tour in Italia del '700 ed '800. Niente di strano, la bellezza di queste sponde, strette tra lo specchio d'acqua e le montagne che lo circondano, ha sempre attirato i visitatori e fatto innamorare di sé turisti e viaggiatori, fin da molto tempo prima che George Clooney ne scoprisse le meraviglie e si comprasse una villa a Laglio. A Moltrasio, per esempio, soggiornò a lungo il compositore Vincenzo Bellini che, proprio qui, compose il suo capolavoro "Norma".
In quest'ottica, la giornata di sabato 11 giugno vuole essere un'occasione di riscoperta del territorio, che privilegia la chiave locale rispetto a quella solita del turismo "global", riempiendo la bellezza dei luoghi di contenuti e candidandosi a diventare, anche per gli anni a venire, trampolino di lancio e punto di partenza per altre manifestazioni e iniziative. L'evento parte da un convegno, promosso dall'associazione Pro Moltrasio e dalla Proloco di Torno, al quale partecipano tre fra i massimi esperti del Lario: l' architetto Pierangelo Sfardini con una relazione sul contesto territoriale, il professor Mario Mascetti che racconterà racconterà la storia dell'epoca e il professor Paolo Grillo impegnato a spiegare, invece, gli aspetti economici e sociali.
Ma la tavola rotonda intitolata «Moltrasio-Torno.489 anni dopo», si inserisce in un'intera giornata di festeggiamenti che sarà inaugurata dall'incontro, proprio nel centro del lago, tra i sindaci dei due paesi. I partecipanti verranno trasportati da una sponda all'altra con un battello navetta per poi proseguire tra degustazioni e visite guidate fino al momento del concerto serale che accompagna i giochi di luce destinati ad unire simbolicamente i due borghi.
Pace fatta, dunque? Si, i tempi dell'ostilità ormai sono lontani. Tuttavia se provate a parlare con gli abitanti delle opposte sponde lariane scoprirete che una sana, quasi goliardica, rivalità tra i due paesi esiste ancora…
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