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Questo articolo è stato pubblicato il 14 giugno 2011 alle ore 14:58.

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Maria Gadú, la più amata da Caetano VelosoMaria Gadú, la più amata da Caetano Veloso

È giovane, carina e sofisticata la nuova musa della MPB, la musica popolare brasiliana. Si chiama Maria Gadú e viene da San Paolo. Il 28 giugno approda finalmente in Italia il suo debutto eponimo, «Maria Gadú» (Sony Music), uscito in patria un paio d'anni fa e salutato da un clamoroso successo di critica e di pubblico. Non solo: il 7 luglio, ospite della rassegna «Roma incontra il mondo», la ventiquattrenne cantautrice è attesa sul palco capitolino di Villa Ada.

Timbro mascolino e lievemente roco, Maria è molto amata da una star della MPB, Milton Nascimento, che di lei ha detto mirabilia. Mentre il suo idolo di sempre, Caetano Veloso, è andato ben oltre: insieme - voci, chitarra acustica e nient'altro - hanno fatto un tour che ha toccato Salvador de Bahia, Recife e altre città del Paese. Il risultato? «Multishow Ao Vivo», un cd e un dvd appena pubblicati in Brasile.

Com'è nata questa collaborazione straordinaria?
«Caetano era venuto ad ascoltarmi a Rio de Janeiro: l'aveva invitato il mio batterista, che è un suo collaboratore di antica data. Gli sono piaciuta e così, dopo qualche giorno, siamo stati invitati a tenere un concerto per la tv Globosat. Poi, da cosa nasce cosa… Per me é un sogno diventato realtà!».

Il primo pezzo che avete eseguito?
«Un suo vecchio cavallo di battaglia, Rapta-me, camaleoa. Quindi abbiamo spaziato nei suoi classici, da Vaca profana a O leãozinho (video http://musibrasil.net/2010/11/duo-tour-caetano-veloso-e-maria-gadu)».

Parliamo del suo album d'esordio, che sta per uscire anche in Italia…
«È un alternarsi di cover - tra cui A História de Lilly Braun di Chico Buarque e Edu Lobo - e di pezzi miei. Si tratta di canzoni molto personali come Dona Cila, dedicata alla nonna che adoravo e che non c'è più, e Shimbalaiê, composta quando avevo dieci anni e che in realtà detestavo».

Come mai ha incluso «Ne me quitte pas» di Jacques Brel?
«Perché adoro Brel e questa sua canzone. E poi perché mio padre è francese. Se sono diventata una cantautrice lo devo anche lui, che è un musicista e che mi ha regalato la prima chitarra quando avevo ero adolescente».

Suonerà a Roma prossimamente…
«Sì, e sono molto emozionata. Anche se non è la prima volta in Italia. Nel 2007 sono stata quattro mesi in Valpolicella, invitata per suonare a una Notte Bianca e ho anche imparato a cavarmela nella vostra lingua».

Quali sono i musicisti brasiliani che preferisce?
«Oltre a Milton e Caetano, adoro Djavan e Gilberto Gil. Tra le donne mi piacciono Maria Bethânia, Marisa Monte e Ana Carolina, con cui ho duettato».

E tra gli italiani?
«Amo Fabrizio De André, Daniele Silvestri e i 99 Posse. E anche Chiara Civello, che è un'amica e che ha cantato con me a Rio».

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