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Questo articolo è stato pubblicato il 04 agosto 2011 alle ore 12:53.

Alexander Calder with "Edgar Varese" & "Untitled," Saché, France - © Ugo Mulas Heirs. All rights reservedAlexander Calder with "Edgar Varese" & "Untitled," Saché, France - © Ugo Mulas Heirs. All rights reserved

In occasione del 113°anniversario della nascita dell'artista Alexander Calder, avvenuta il 22 luglio del 1898 in Pennsylvania, si stanno svolgendo in America e in Europa delle mostre ed eventi per celebrare la vita e le opere di questo sculture famoso per le sue creazioni astratte denominate "mobiles" e "stabiles" e che attrasse moltissimo l'attenzione dagli esponenti della cultura europea come Marcel Duchamp.

Ed è proprio Duchamp che avrebbe definito con il termine "mobiles" le sculture cinetiche dell'"ingegnere" statunitense. L ‘ultimo evento che ha visto protagonista l'opera di Calder si è svolto in Francia, di fronte al Centre Pompidou, lo scorso giugno, è stata posizionata , infatti, in maniera permanente, l'installazione" Horizontal" risalente al 1974 e che fa parte dell'ultima serie di lavori di Calder che verrà a mancare nel 1976.

L'installazione definita dallo stesso autore "stabile-mobile", è formata da una parte fissa che supporta una mobile. La struttura fissa è rappresentata da un piede di metallo nero composto da quattro parti triangolari che si ricongiungono alla sommità; vi sono sono sospesi cinque petali in metallo dipinti, due da un lato di colore nero e rosso, e l'altro giallo, blu e rosso. Questi petali equilibrano la struttura facendola ruotare sul suo asse secondo il principi dello sfruttamento del vento tipico della filosofia artistica di Calder. Il luogo esatto adibito a posizionare la "monumentale"alta 8 metri, è stato determinato con l'architetto Renzo Piano.

L'opera che fu esposta per l'ultima volta a Bonn nel 1993, è stata restaurata recentemente dalla Calder Foundation, con il sostegno di KPMG France. Il Centre Pompidou possiede una collezione di circa 30 opere frutto della donazione in vita dello stesso scultore.
Quella di Washington è dedicata alla passione ed al talento che Calder possedeva nel fare i ritratti ma anche nel realizzare vere e proprie caricature. Sono stati "immortalati", in questo modo suoi colleghi oltre a personalità dello sport e dello spettacolo in generale fra i quali: Josephine Baker, Jimmy Durante, Charles Lindbergh, Marion Greenwood, Fernand Léger, Paolo Garretto solo per citarne alcuni. Grazie alla sua particolare tecnica, i ritratti sembrano essere tridimensionali ed avere la facoltà di muoversi e godere di vita propria. Ma l'esposizione intende riservarsi la possibilità di dare uno sguardo al privato di Calder con foto, documenti, disegni che possano tracciare un profilo intimo dell'uomo che ha segnato la cultura americana del ventesimo secolo. Di stampo più classico, poichè si sofferma sulla lunga produzione di sculture realizzate nell'arco della sua lunga carriera, il percorso offerto dalla OCMA di New Beach e curato da Barbara Zabel. Trenta le "monumentali" opere presenti, che intendono "scomporre e ricomporre" le tecniche messe a punto dal maestro dell'arte cinetica astratta. Da qui parte il lavoro di 7 artisti contemporanei chiamati ad esprimersi con l'uso di materiali e forme tipiche del modus operandi di Calder.

www.calder.org

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