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Questo articolo è stato pubblicato il 02 agosto 2011 alle ore 15:57.

La vita è breve e il desiderio infinito di Patrick LapeyreLa vita è breve e il desiderio infinito di Patrick Lapeyre

«E' l'animo che devi cambiare non il cielo sotto cui vivi», ancora una volta uno scritto di Seneca è congeniale alla precarietà emozionale dell'uomo moderno. Aberrante evidenza di cui pochi sono consapevoli, ma molti non immuni e affetti. L'infelicità, il tempo che passa, la lontananza, l'indecisione, il tormento amoroso, la fugacità della gioia sono racchiusi nei tre involucri umani che Lapeyre delimita, struttura, identifica, scompone e connette con spazi e fattori interni ed esterni.

Non un romanzo d'amore, ma dell'aspirare ad una realtà più ampia e vibrante della quotidianità. Senza per forza significati nascosti o grandi verità esistenziali da sviscerare, ma solo un continuo crogiolarsi e il ripetuto tormento del bramare, del possedere l'oggetto desiderato. Impeti che fanno sentire veramente vivi.
Il desiderio di Louis Blériot inizia con una telefonata in un giorno d'estate. Il suo viaggio sentimentale è Nora. Il punto di partenza un matrimonio spossato, l'itinerario scelto il desiderio pulsante per una relazione proibita con un traguardo non ancora definito.
Murphy Blomdale desidera ardentemente Nora quanto Louis. Ma ha un fare più austero e paziente, alla ricerca di una relazione legittima che lo liberi dalla sua ostinata solitudine.

Nora è indecifrabile, impalpabile. Non ha linearità perché raccontata da due personalità molto diverse: un quarantenne francese traduttore freelance e un operatore finanziario americano iperattivo a Londra. La sensualità e innocenza riportata, e tanto anelata da Louis, non appartiene alla Nora capricciosa e infedele di Murphy. Nella narrazione nitida si dipana il ‹‹gioco dell'amore››: l'attesa, l'appuntamento, l'incontro. La paura del cambiamento dopo anni di vita matrimoniale, di solitudine e di distacco. Ma quell'ardore, quella forza incontrollabile no, quella non cambia, acceca.

Uomini vittime degli eventi o delle persone. Louis non riesce a lasciare la moglie, ma si augura che sia Lei a farlo. Murphy attende il disastro lavorativo per ricominciare una nuova vita lontano da Londra. Nora invece è l'emblema del dualismo: madre inglese e padre francese. Amante di Louis, ma fidanzata di Murphy. Sensuale e innocente. Fragile e feroce. Vana come il suo essere aspirante attrice, continuamente sfuggente e inconoscibile.

Quasi un haiku giapponese come titolo: ‹‹La vita è breve e il desiderio infinito›› che racchiude, con la trasparenza e la chiarezza della scrittura, sintesi di pensiero, emozioni ed immagini. Al prossimo lettore si chiede se è il desiderio che rende la vita meno breve, benché il desiderio spesso ci tormenti a tal punto che la percezione del tempo si dilata nel dolore ed assume quasi il senso dell'infinito. Oppure, se la vita in quanto suscettibile alla brevità non debba istigarci a godere di qualsiasi desiderio, così da darci lo stesso senso di onnipotenza che invidiamo all'idea di infinito. Credo solo, forse come tanti, che l'amore non è sempre e solo passione.

La vita è breve e il desiderio infinito
di Patrick Lapeyre
Edizioni: Guanda
Pag 288 - Euro 17,00

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