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Questo articolo è stato pubblicato il 30 settembre 2011 alle ore 13:50.

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Sangue, sesso, violenza: si comincia a rifar sul serio. Nella foto una scena di "Blood Story", di Matt Reeves (Foto www.bloodstory.it)Sangue, sesso, violenza: si comincia a rifar sul serio. Nella foto una scena di "Blood Story", di Matt Reeves (Foto www.bloodstory.it)

Un grande maestro, David Cronenberg, il talento più luminoso - e allo stesso tempo oscuro - degli ultimi due decenni cinematografici; Nicholas Winding Refn; il remake americano di «Lasciami entrare»con Richard Jenkins e Chloe Moretz. Ecco i piatti forti di un venerdì che offre anche la malincommedia giovanilistica «Oltre il mare», la farsa «Baciato dalla fortuna», il conturbante« Sex and Zen 3D».

Sangue a catinelle
Se eccessive fuoriuscite di materie ematiche vi mettono in crisi come l'ispettore Bloch di Dylan Dog, non vi consigliamo né «Blood Story» né «Drive». Nel primo un'angelica bambina deve succhiare parecchio sangue per sopravvivere (Chloe Moretz); nel secondo l'autista di rapine più lento ed efficace del cinema, il nuovo ragazzo d'oro di Hollywood Ryan Gosling, ne fa uscire parecchio dalle vittime della sua rabbia. Ma al di là della violenza, questi due film sono accomunati anche dalla tenerezza di chi, per proteggere, sarebbe disposto a tutto. Così Richard Jenkins è un dolcissimo tutore della sua piccola vampira e lo stesso vale per il biondo dagli occhi azzurri che la sua espressione fissa e sempre un po' disorientata la mette al servizio di Carey Mulligan e famiglia. I

n «Blood Story» Matt Reeves fa un compito diligente, non distaccandosi molto, se non per qualche deviazione un po' moralista, dall'originale, mentre Winding Refn, di cui pochi mesi fa abbiamo visto il bellissimo «Bronson», si conferma straordinario uomo di cinema. Pesca a piene mani dal cinema di Hill e Friedkin- lo stile è più quello del secondo, al primo “ruba” molto, visto che l'opera cita pesantemente« Driver, l'imprendibile» -, si diverte a prendersi molti rischi, soprattutto visivi, mette su una storia d'amore e morte che più classica e allo stesso tempo moderna non si può. Segnatevi questo nome, ogni suo film è un gioiello.

Psicologia spicciola
Può essere ardito comparare sua maestà David Cronenberg al pur volenteroso Cesare Fragnelli, ma sono uniti dalla psicologia spicciola che spacciano nei loro ultimi film. Gravissimo che ve ne sia in «A dangerous method», trattandosi di un biopic che unisce e intreccia le vite di Sigmund Freud (Viggo Mortensen) e, soprattutto, Carl Jung (Michael Fassbender, forse il miglior attore contemporaneo che qui fa quello che può), attraverso il sottile filo del sodalizio, della rivalità e di una donna, prima paziente e poi collega (Keira Knightley). Cronenberg qui ci regala solo una scena degna di lui, l'incontro straziante tra lei e Jung, in cui sanciscono la fine di un amore potentissimo e lacerato, ma poi ci fa piombare in un Bignami di psicologia che a tratti, per semplificazione e piattezza narrativa, ha dell'imbarazzante. Meno male che a un certo punto Vincent Cassel arriva a risvegliarci.

Fragnelli invece mette su «Oltre il mare» una commediola vacanziera di adolescenti. Amori, tradimenti, belle facce e goliardia non bastano ad entrare nel genere: il film ha dialoghi improbabili, attori non all'altezza (quei pochi, dalla Steigerwalt a Sassanelli passando dal bravissimo Nocella, vengono usati pure poco e male) e un plot con svolte narrative discutibili. Persino la regia, che denota un certo talento, annega nella banalità.

Baci... e sesso
Poche parole per le due uscite più trascurabili della settimana: «Sex and Zen 3D» nulla ha a che vedere con l'omonimo cult in 2D del 1991. É solo un pretesto per portare il soft-core e immagini pruriginose provenienti dall'Oriente su grande schermo. La commedia«Baciato dalla fortuna», invece è l'ennesimo, dispendioso tentativo di far ridere gli italiani con cast ipertrofici e disomogenei (Gassman, Salemme, Bandiera, le bellissime Grimaudo e Santarelli) e storielle fragilissime. Qui c'è un biglietto della lotteria vincente e perduto al centro di tutto, stratagemma consumatissimo. Pochi momenti divertenti ma vale il prezzo del biglietto l'entrata in scena autoironica e molto sexy di Asia Argento, che ci insegna... quali sono i veri piaceri della carne.

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