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Questo articolo è stato pubblicato il 29 febbraio 2012 alle ore 09:49.

Chissà se la signora fasciata nell'abito bianco ondeggiante di pagliuzze gialle e sfolgorante di luce si aspettava di diventare tanto famosa. Eppure quella donna al balcone immortalata – proprio come in una istantanea – dal pennello di Giacomo Balla campeggia ovunque, icona della mostra che Palazzo Roverella, a Rovigo, dedica al Divisionismo.
Una stagione importante per l'arte italiana nel passaggio tra l'Otto e il Novecento, che vede molti artisti della Penisola sdoganarsi dal Verismo per proiettarsi verso la modernità, facendo piazza pulita dei dettami dell'Accademia prima ancora che arrivassero il Futurismo e le Avanguardie storiche. Del resto – come la mostra documenta – non sono pochi i protagonisti del movimento futurista che mossero i primi passi attraverso il Divisionismo.
Quella che Francesca Cagianelli e Dario Matteoni offrono al pubblico però è una chiave di lettura che sfata alcuni luoghi comuni sul Divisionismo. I due curatori hanno puntato soprattutto su due fattori: il lungo periodo di sviluppo che il movimento ebbe, dal 1880 fino al 1920, e la sua estensione geografica, che si allarga ben oltre quell'asse Torino-Milano che fino ad oggi era ritenuto portante.
In mostra ci sono alcuni masterpiece di Previati, Segantini, Pellizza da Volpedo e Nomellini accanto a quadri di figure meno note e finalmente valorizzate come Vittore Grubicy De Dragon, Adriano Baracchini-Caputi o Llewelyn Lloyd.
Il risultato è senz'altro scenografico ed è una gioia per gli occhi (soprattutto la sezione centrale con la galleria dei ritratti), abbagliati dall'uso dei colori "scomposti", "divisi" e accostati sulla tela come tanti pixel, che restituiscono ai soggetti la forza della luce. Ma anche un momento di riflessione sul Divisionismo come tecnica pittorica che aiuta a rappresentare meglio di altre il simbolismo e l'ideologia politica, le passioni e i sentimenti. Gli struggenti dipinti del Pio Albergo Trivulzio realizzati da Angelo Morbelli sono esposti a fianco de "La diana del lavoro" di Nomellini e "I conquistatori del sole" di Cominetti; le "Riflessioni di un affamato" di Longoni a fianco de "I grassi e i magri" di Lionne. Momenti di approfondimento dei temi sociali e del mondo del lavoro che nel Divisionismo trovano casa perfettamente.
«Mostre sul Divisionismo ne sono state fatte molte, ragguardevoli, colossali – spiega la curatrice Francesca Cagianelli – ma fino ad ora si era proceduto in ordine cronologico oppure per ambiti geografici. Noi invece abbiamo voluto mostrare l'estrema mobilità degli artisti all'interno del territorio italiano e il vivace dibattito e lo scambio di idee che esisteva all'epoca, sulla scorta delle conquiste scientifiche e degli studi più recenti fatti in materia».
Il risultato è una mostra attraente per il grande pubblico ma anche per gli addetti ai lavori che possono vedere riunita una coralità di contributi che conferma quanto il Divisionismo sia stato movimento trasversale, diffuso in buona parte della penisola. E così messe a confronto, le due generazioni divisioniste, quella ottocentesca e quella novecentesca, acquistano finalmente pari opportunità e pari dignità.
Il Divisionismo. La luce del moderno
Rovigo - Palazzo Roverella
Fino al 24 giugno 2012
Orari: feriali 9.00-19.00; sabato e festivi 9.00-20.00
Info: 0425.460093; info@palazzoroverella.com
Biglietti: intero 9 euro; ridotto 7 euro
www.mostradivisionismo.it
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