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Questo articolo è stato pubblicato il 06 marzo 2012 alle ore 13:29.

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Soci di uno studio legale di Caserta, gli avvocati Paolo Salemme, Mauro Verdicchio e Michele Zarrillo non si limitano ad aderire al manifesto della Costituente per la Cultura. Propongono anche di organizzare annualmente in ogni provincia italiana una manifestazione di raccolta fondi, da destinare al restauro di un monumento locale: attraverso una vendita all'asta di opere prodotte sul posto, o «una specie di caccia al tesoro basata essenzialmente su un cruciverba alla Bartezzaghi».

A due settimane dal lancio, il nostro Manifesto continua a raccogliere firme e a far discutere. I sottoscrittori intervengono sul sito (www.ilsole24ore.com) per esprimere entusiasmo, idee, voglia di mobilitazione; talvolta, come avviene in ogni onesta discussione, anche esprimendo dubbi, o riserve.

Molti lettori mandano suggerimenti da recapitare al Governo. acampus0 ne manda uno al Fisco: «sarebbe meraviglioso un Paese dove i proventi dell'evasione fiscale fossero destinati a creare fondi per lasciare sempre aperti i musei, a pagare gli orchestrali anziché chiudere le orchestre, a tenere aperti i teatri, le biblioteche e tutti i luoghi dove faticosamente nasce, cresce e si diffonde la cultura, a tenere in vita i non numerosi centri di ricerca, i laboratori». Secondo Ftotino «occorre mettere a punto e sostenere un nuovo modello di sviluppo che tenga conto nelle sue simulazioni anche nuove variabili quali "l'infrastruttura culturale ed etica"». lilipi auspica che d'ora in avanti «sia selezionato con criteri trasparenti e senza interferenze della politica il personale destinato a posti dove si fa cultura, dal ministero a scendere».

Tiziana Rambelli consiglia un'indagine sul rapporto tra livello culturale e reddito: «la cultura ci libera dal pizzo, ma chi riceve gli stipendi più elevati in Italia, spesso non ha neppure un titolo di studio...». Fra551 se la prende con la tv. «Cominciamo a dare un segnale forte nel sopprimere tutte quelle trasmissioni realizzate su eventi scandalistici che nulla portano d'interessante e costruttivo se non il perverso perseguire l'obiettivo di fare audience». Pampa1 lamenta che «a Firenze nell'ultimo anno hanno chiuso tre librerie. Al loro posto vestiti e paninerie. Motivi commerciali, certo. Ma finché continueranno a prevalere, la Cultura è destinata all'estinzione». Roberto Borsa, membro dell'Agenzia spaziale italiana, rammenta che se la cultura deve tradursi in sviluppo, tra gli interventi vanno compresi anche «nanotecnologie per il restauro, satelliti-radar per l'archeologia preventiva e per il monitoraggio delle grandi aree monumentali, apparati per le determinazioni materiche e cronologiche». Rispondono con entusiasmo anche i giovani, come elisabetta91. Dopo aver citato il filosofo statunitense Ralph Emerson («nothing great was ever achieved without entusiasm») scrive che «io, studentessa di 20 anni, dopo aver letto il manifesto, posso assicurare che sul mio viso è nato un dolce sorriso di felicità e di speranza». Anche tina6 esulta: «finalmente si ricomincia a parlare di cultura, che può farci riscoprire l'orgoglio di essere italiani!».

L'insegnante Giuliana Zanelli si compiace perché finalmente si proclama a voce alta che «è stupido separare la cultura umanistica da quella scientifica». Da albaz arriva un avvertimento: bene la Costituente, ma «prima insegniamo agli studenti che cosa significa studiare, altrimenti questo è il solito gioco di chi mangia di più con i soldi del contribuente». Michele Francalanci informa che sull'emittente toscana Tsd tv va in onda la trasmissione "La carta dei valori", che riprende molti temi del manifesto.

E naturalmente c'è anche chi, pur aderendo, non si fa troppe illusioni. «Dopo un lungo ventennio berlusconiano – scrive Salvaa53 – solo adesso ci ricordiamo che la cultura e la ricerca innescano l'innovazione? La parte migliore delle nuove generazioni è dovuta scappare via dal Paese. Ci vorrà del tempo per rimettere a posto i cocci...». dica1 rammenta «le energie e le risorse mortificate nell'arco di quasi 20 anni all'insegna del motto: "con la cultura non si mangia"». Anche Prensa1 si augura che non sia troppo tardi, visto che «nell'intero Occidente "opulento ed evoluto" si è favorita la concorrenza del divertissement e dell'entertainment sulla diffusione della conoscenza e della cultura». Con una punta di pessimismo, oviraptor ricorda che «l'Html è stato inventato al Cern, quindi in Europa, ma la supremazia nel web è passata agli americani...». cidin sembra temere che l'iniziativa del Sole 24 Ore possa portare a un'egemonia del privato sulla cultura e afferma che «la complementarietà tra pubblico e privato può andare solo se si precisa che i fini e la gestione debbono essere pubblici, perché la cultura, l'arte e la scienza sono beni comuni». Carmine Granato spera «che questo argomento non resti in agenda solamente per il Sole 24 Ore e per poco tempo come certe mode». Si farà di tutto per non deluderlo.

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