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Questo articolo è stato pubblicato il 08 marzo 2012 alle ore 16:52.

Chi ama il Settecento non puó non amare l'opera di Johan Zoffany, eclettico pittore che é la quintessenza di questo secolo irrequieto e curioso, frivolo e scientifico, multiforme e travolgente. Nato in Germania nel 1733, a diciassette anni è andato a piedi a Roma per cercare fortuna nella capitale della cultura e dell'arte. Approdato poi a Londra, è stato prima il pittore del teatro e degli attori e poi ritrattista della famiglia reale, invitato a far parte della Royal Academy da Re Giorgio III nel 1771. Il suo ‘wanderlust' lo ha portato poi a Vienna, Parma e Firenze, accolto a braccia aperte dai vari Asburgo. Alla ricerca di avventure, era pronto a partire per l'Antartide con il capitano Cook, e per rifarsi dalla delusione decise invece di salpare alla volta dell'India, dove rimase sei anni a dipingere, affascinato dai colori e dalle tradizioni di un mondo cosí diverso. Rientrato a Londra, i suoi ultimi quadri sono una condanna della Rivoluzione francese, immagini violente dei tumulti di strada a Parigi.

Oscurato dalla brillante fama dei suoi contemporanei inglesi Joshua Reynolds e Thomas Gainsborough, Zoffany è tuttora meno conosciuto di loro, anche se i collezionisti si contendono i suoi quadri alle aste. Ora la Royal Academy gli dedica una retrospettiva proprio per far conoscere l'opera di questo straordinario artista e farlo emergere infine dal ‘dimenticatoio' dove è stato ingiustamente relegato. Nei ritratti della famiglia reale e della nobiltá inglese, ad esempio, Zoffany esibisce la sua abilitá tecnica, dipingendo in modo mirabile sete e merletti, taffetá e perle, ma rivela anche la sua personalità. Nessuno come lui mostra il lato intimo, domestico e anche tenero dei suoi nobili soggetti, mille miglia dalla formalità e grandeur dei classici ritratti del tempo. Nei quadri di Zoffany moglie e marito si stringono la mano o si guardano negli occhi, fratelli si abbracciano, bambini giocano e si arrampicano sugli alberi, un nipotino distrae il nonno dalle sue carte, amici si strizzano l'occhio o si danno pacche sulle spalle. Proprio per questo gioioso dialogo fisico tra le persone i capolavori di Zoffany sono i ritratti di gruppo, come ‘la famiglia Sharp' o ‘La Tribuna degli Uffizi', quadri affollati ma sempre armonici, dove i dettagliatissimi particolari arricchiscono l'insieme senza sopraffarlo grazie all'abilitá compositiva dell'artista.

Johan Zoffany: Society Observed
10 marzo – 10 giugno 2012
Royal Academy, Londra

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