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Questo articolo è stato pubblicato il 10 marzo 2012 alle ore 18:02.

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È lo scrigno dei ricordi del Drake, e dei suoi bolidi conosciuti in tutto il mondo, il Museo Casa Enzo Ferrari che ha aperto i battenti oggi a Modena. Sotto il cofano giallo di tremila metri quadrati dell'avveniristica
galleria di via Paolo Ferrari si possono ammirare vetture che hanno fatto la storia dell'automobilismo, mentre nell'adiacente casa ristrutturata dove nacque il grande costruttore un percorso tematico guida i visitatori a esplorare il suo mito e quello del Cavallino rampante attraverso immagini e memorabilia. Meraviglie e suggestioni tra passato e innovazione illustrate alle autorità da Mauro Tedeschini, presidente della Fondazione Casa Natale Enzo Ferrari, che ha sostenuto la realizzazione della
nuova struttura.

«Credo che quest'opera sia il giusto tributo a Enzo Ferrari», ha detto il ministro del Turismo Piero Gnudi, presente al taglio del nastro. «Lui è riuscito a coniugare l'alta tecnologia al senso del bello, ed è stato uno degli italiani di cui possiamo essere fieri, e non a caso Ferrari è il nome
italiano più conosciuto all'estero. È la sintesi - ha proseguito Gnudi - dei valori che hanno fatto grande l'Italia mentre il Paese usciva da due conflitti mondiali e cercava di risollevarsi. Il suo è stato un sogno lungimirante».

Gnudi ha sottolineato il valore della sfida, ricordando un motto del Drake - «la vittoria più importante sarà la prossima» - e il valore che la nuova struttura rappresenta per il nostro Paese. «L'Italia - ha detto - custodisce lungo pochi chilometri quadrati attorno a Modena uno dei suoi migliori biglietti da visita turistici agli occhi di tutto il mondo: la Motor Valley dell'Emilia-Romagna. Il mito di Ferrari, assieme a quello di Maserati, Lamborghini e Ducati, e la fama dei circuiti e dei campioni motociclistici ed automobilistici emiliano romagnoli vantano un appeal unico e percepito ad ogni angolo del globo che attira ogni anno nel nostro Paese migliaia di appassionati».

Piero Ferrari, figlio del Drake e presidente onorario della Fondazione Casa Natale Enzo Ferrari, ha parlato di «straordinario lavoro» all'inaugurazione dell'opera. E, ricordando il padre, ha sottolineato il valore della «visione di un uomo che seppe trasformare la sua passione in lavoro, e che poi da questo realizzò un'impresa di reputazione mondiale. Vorrei evidenziare - ha detto Ferrari, che ha ringraziato l'amministrazione comunale di Modena per aver creduto da lungo tempo al progetto - che passione e determinazione portano ai risultati. Mio padre non si soffermava sugli errori e nemmeno sulle vittorie, sapendo che il passato è immodificabile. La domenica sera parlava di cosa avremmo fatto al lavoro il giorno successivo. Credeva nel futuro».

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