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Questo articolo è stato pubblicato il 09 maggio 2012 alle ore 11:26.

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Il presidente della Fondazione Maxxi, Pio Baldi, ha rimesso il suo mandato al ministero per i Beni e le Attività Culturali, essendosi interrotto il necessario rapporto di fiducia tra Mibac, socio fondatore promotore, e Fondazione Maxxi. «Auguro al Maxxi e a chi lo guiderà – ha sottolineato Pio Baldi – il più vivo successo e soprattutto lo auguro a tutti i dirigenti e collaboratori che con me in questi anni hanno lavorato con passione e spirito di sacrificio per realizzare e fare esistere questa bella avventura italiana proiettata verso il futuro».
Subito dopo sono giunte al ministero anche le dimissioni del vicepresidente Roberto Grossi e del consigliere di amministrazione Stefano Zecchi.

Al museo arriva il commissario Recchia
Intanto, parte il commissariamento per il Maxxi. Il commissario è il segretario generale del ministero dei Beni culturali, Antonia Pasqua Recchia, che si insedierà nei prossimi giorni.

«Il mandato che ho ricevuto dal ministro Ornaghi è chiaro, farò tutto il possibile affinchè il Maxxi continui, mantenga la sua programmazione e il suo posizionamento in campo internazionale», ha dichiarato Recchia.

Neo commissario del travagliato museo nazionale del XXI secolo dopo le dimissioni arrivate questa mattina dal Cda della fondazione, l'architetto Antonia Pasqua Recchia, segretario generale del ministero, spiega che la sua prima preoccupazione sarà quella di «studiare a fondo carte e bilancio».

L'incarico che ha appena ricevuto, sottolinea, prevede un impegno di 4 mesi. E dunque non c'è tempo da perdere. «Mi insedierò il prima possibile», dice. «E prima di tutto studierò. Il ministro Ornaghi vuole che si faccia di tutto perchè il Maxxi vada avanti» .

Zecchi: il Maxxi è realtà che il mondo ci invidia
L'ormai ex consigliere di cda Stefano Zecchi ha ipotizzato questa mattina che dietro il commissariamento ci sia una sfiducia del ministero nei confronti della gestione culturale del Maxxi. Al neo commissario questo non risulta: «Nel commissariamento - precisa Recchia - si sono focalizzate le criticità relative al bilancio, non altro»

«Dopo anni di lavoro, non retribuito - aveva scritto Zecchi al ministro Ornaghi, motivando le sue dimissioni dal Cda - svolti per garantire una corretta gestione del Museo, ritengo opportuno, in seguito all'avvio della procedura di commissariamento della Fondazione, di lasciare l'incarico con la speranza che la mia decisione possa facilitare il necessario processo di rinnovamento e miglioramento dell'attività culturale di una realtà scientifica straordinaria che il mondo ci invidia».

Il deficit del museo causato dai tagli
Il mese scorso - nonostante i 450mila visitatori nel 2011, il 50% di autofinanziamento e il taglio del 43% dei fondi statali rispetto al 2010 - il Maxxi, è stato commissariato dal ministero per i Beni e le Attività Culturali. Una decisione aveva accolta «con sorpresa» dai vertici del museo. Ammonterebbe a circa 11 milioni di euro il deficit del Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo nella previsione del conto economico 2012/2014. Questo, secondo fonti del ministero dei Beni culturali, sarebbe il motivo per cui è stata disposta la procedura di commissariamento. Anche se il deficit del museo è causato dai tagli.

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