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Questo articolo è stato pubblicato il 03 ottobre 2012 alle ore 17:35.

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Edgar Degas, Danseuses, c. 1890Edgar Degas, Danseuses, c. 1890

A sentire il nome di Edgar Degas sono in pochi coloro che non si ritrovano immediatamente a pensare all'impressionismo e alle immagini aggraziate e armoniose delle ballerine che popolano molte delle sue tele. Tuttavia l'artista parigino fu una figura ben più complessa, capace di andare oltre l'appartenenza ad un singolo movimento, per quanto importantissimo.

Certo, insieme a Renoir, Manet, Cezanne e gli altri fu uno degli indiscussi protagonisti della corrente francese che, nella seconda metà del diciannovesimo secolo, rivoluzionò la pittura mondiale. Ed è anche vero i bellissimi quadri ispirati alle scene di danza sono diventati quasi il simbolo stesso della sua pittura. Non a caso a questi due aspetti è ispirata la stragrande maggioranza delle mostre a lui dedicate, che si concentrano, però, quasi esclusivamente su un periodo di appena 15 anni, dal 1870 al 1885 circa. Ma il percorso artistico di Degas, che durò circa sessant'anni, non si ferma certo qui.

Tanto per incominciare, come altri suoi colleghi (per esempio Renoir) non fu impressionista per tutta la vita. Già nel 1886, quando si tenne l'ottava e ultima mostra della corrente nata dalle intuizioni di Monet, Degas stava incominciando ad allontanarsi, poco alla volta, da quella sensibilità per esplorare nuove strade. Nei tre decenni successivi, poi, prese progressivamente le distanze dal mercato dell'arte. D'altra parte poteva permetterselo, dal momento che i mercanti parigini acquistavano sistematicamente le opere del suo atelier, per rivenderle a collezionisti europei e americani.

Da quel momento fino al 1917, anno della sua morte, avrebbe concesso l'autorizzazione a ben poche mostre personali. Se da una parte questo progressivo ritrarsi dalla vita pubblica contribuì a creare l'immagine di uomo solitario e difficile ancora oggi legata al suo personaggio, fu questa probabilmente anche una delle condizioni che gli permisero di sviluppare una nuova sensibilità, a tratti perfino ossessiva, e sempre caratterizzata da un'inesauribile voglia di sperimentare. Uno stile che portò il pittore, protagonista della grande stagione impressionista, a divenire anche un pioniere del modernismo, un ponte tra la rivoluzionaria corrente ottocentesca francese e l'arte di Gauguin, Picasso e Matisse.

A questa tarda fase dell'opera di Degas si ispira la mostra in cartellone a Basilea, alla Fondation Beyeler. Una scelta originale che esce dai soliti schemi che caratterizzano le rassegne di opere del pittore parigino. Curata da Martin Schwander, è la prima esposizione in Svizzera dedicata all'artista da vent'anni a questa parte. Una galleria che raccoglie un repertorio di oltre 150 opere per gettare uno sguardo sui soggetti, i temi, le serie dell'ultima fase della parabola artistica di Degas. Dalle famose ballerine ai nudi femminili, dai paesaggi alle tavole che ritraggono i fantini e i cavalli, in un lungo viaggio attraverso tutte le tecniche utilizzate dal maestro nel corso dei suoi ultimi trent'anni di vita. E, così, in mostra si possono ammirare dipinti, disegni, litografie, sculture e perfino fotografie provenienti da musei di tutto il mondo.

Il percorso della galleria inizia proprio con le opere che testimoniano i primi grandi cambiamenti di stile e contenuti nell'opera di Degas. La presa di distanza da una pittura attenta ai dettagli, dedicata ai "soggetti di genere", incline al pittoresco, spesso focalizzata sulle scene di vita quotidiana a Parigi. Gli spazi si fanno via via più discontinui, la composizione diviene asimmetrica e pare quasi sul punto di disgregarsi, mentre le figure assumono pose poco convenzionali allontanandosi dall'ideale di bellezza e di armonia delle tele impressioniste. Sono opere che partendo da punti di osservazione insoliti, arrivano a spiazzare l'osservatore confondendo i contorni delle figure (basti pensare ai nudi femminili) alla ricerca di una grande luminosità dei colori, con il risultato di produrre un senso di indeterminatezza spaziale e temporale.

Con questo, Degas non dimenticò mai, né tanto meno arrivò a rinnegare, la lezione impressionista, piuttosto spinse oltre la sua creatività, giungendo ad esiti nuovi che non cessano di sorprendere e affascinare. A questa parte misteriosa e seducente dell'opera del pittore, così poco esplorata e analizzata, la Fondazione Beyeler dedica una mostra non convenzionale, mai scontata e, per molti versi, inedita.

Edgar Degas
Fondation Beyeler, Basilea. Dal 30 settembre 2012 al 27 gennaio 2013.

Orari: tutti i giorni, dalle 10 alle18, mercoledì dalle 10 alle 20. Aperto la domenica e festivi.

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