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Questo articolo è stato pubblicato il 14 novembre 2012 alle ore 10:55.

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Prega il suo innamorato di perdonarla con mani incrociate e posizione di supplica (Vincenzo Irolli, Litigio amoroso), sospira accostando il suo volto a quello di un piccolo figlio da accudire e amare (Alessandro Milesi, Maternità), dipinge incurante di tutto, affondando il suo sguardo in una tela (Mosè Bianchi, La pittrice).

Queste sono solo alcune delle figure femminili che compongono la galleria di volti, sguardi, espressioni raccolti per la a mostra "La donna nella pittura italiana dell'800". Divise in due sedi espositive, nelle sale della Galleria Bottegantica e della Galleria d'Arte Ambrosiana, 50 opere descrivono l'universo femminile, attraverso le interpretazioni di maestri del 1800, tra i quali Giovanni Boldini, Mosè Bianchi, Pellizza da Volpedo, Domenico Induno, Giuseppe De Nittis e Stefano Novo.

Curata da Enzo Savoia, la sezione ospitata dalla Galleria Bottegantica prende in esame opere che vanno dalla Scapigliatura alla Belle Époque. Il viaggio può cominciare con La grande festa del Canal Grande, il lavoro di una donna, Emma Ciardi, che visse fra Ottocento e Novecento, inserendosi nel solco della tradizione del vedutismo con uno stile personale e inconfondibile. Può proseguire con la grazia di Stefano Novo, che nella sua Conversazione al balcone strappa a tre donne un momento di intimità, consegnandola allo sguardo di un pubblico futuro.

Può soffermarsi sul paesaggio bucolico di Ettore Tito in Prato in fiore dove donne e bambini sono immersi nel verde dell'altopiano di Asiago e infine inchiodare l'occhio sul grande Boldini, qui presente con alcune opere di intensa suggestione. Dall'Interno con figura elegante a Nudo di giovane sdraiata con calze nere fino a una matita dedicata a Madame Lanthelme, possiamo ammirare il tocco nervoso dell'artista ferrarese di nascita, ma parigino d'adozione, che non attraversò inosservato il suo tempo, imponendosi come lucido interprete di sogni e aspirazioni di un mondo in bilico fra Otto e Novecento. Anche in questi lavori emerge la sua pennellata sfuggente, scattante che sa rappresentare l'ansia e l'eccitazione di un'epoca sensuale e briosa. Curata da Francesco Luigi Maspes la sezione esposta presso la Galleria d'Arte Ambrosiana presenta, invece, venti opere che documentano l'evoluzione dell'immagine femminile nella seconda metà dell'Ottocento nei generi del ritratto e del paesaggio con artisti quali Mosè Bianchi, Enrico Crespi, Giuseppe De Nittis, Domenico Induno, Gaetano Previati e Daniele Ranzoni.

LA DONNA NELLA PITTURA ITALIANA DELL' 800
Fino al 23 dicembre 2012
Dalla Scapigliatura alla Belle Époque: Galleria Bottegantica - Via Alessandro Manzoni 45. Orario di apertura: dal martedì al sabato 10.00-13.00 / 15.00-19.00. Giorno di chiusura: domenica e lunedì. Ingresso: gratuito
Tra ritratto e paesaggio: Galleria d'Arte Ambrosiana - Via Vincenzo Monti 2.
Orario di apertura: dal martedì al sabato 10.00-13.00 / 15.00-19.00. Giorni di chiusura: domenica e lunedì. Ingresso: gratuito

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