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Questo articolo è stato pubblicato il 27 novembre 2012 alle ore 10:41.

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Jimi Hendrix sul palco di WoodstockJimi Hendrix sul palco di Woodstock

Cominciamo col dire quello che ci è toccato: tre epocali album in studio e uno dal vivo; una vicenda biografica esemplare con una vita da romanzo che culmina nella più misteriosa delle morti; una massa magmatica di inediti destinata a inondare le successive quattro decadi; una lezione fondamentale per chiunque da quel momento in poi si sarebbe occupato di musica.

Sull'altro piatto della bilancia tocca però mettere quello che ci siamo persi: almeno due dischi altrettanto memorabili come «First rays of the New Rising Sun» (che non è quello uscito postumo) e «Black Gold»; il progetto crossover con Miles Davis e le jam con Roland Kirk; la voglia di spingersi sempre oltre e chissà quante altre cose che nemmeno riusciamo a immaginare.

Non se ne fosse andato in quella maledetta notte del settembre del '70, oggi Jimi Hendrix avrebbe compiuto la bellezza di settant'anni. Evento che sarà possibile celebrare in quasi 150 cinema della penisola dove verrà proiettato «Hendrix 70 – Live at Woodstock», il film con la ricostruzione integrale dell'esibizione che il mancino di Seattle tenne a conclusione dei leggendari tre giorni di pace, amore e musica. La versione cinematografica del live act di Jimi è stata ricostruita con cura attingendo al vasto archivio di materiali raccolti in 16mm dal premio Oscar Michael Wadleigh, già regista del film «Woodstock», con il pieno supporto della Experience Hendrix Llc, la società di proprietà della stessa famiglia Hendrix che dopo innumerevoli battaglie legali una decina di anni fa s'è aggiudicata il patrimonio artistico del chitarrista scomparso.

Il suono di Jimi come non l'avete mai sentito
A impreziosire l'opera, il lavoro di restauro effettuato sul master audio che finalmente potrà essere apprezzato in audio surround 5.1 di qualità superiore, con un nuovo mix curato espressamente da Eddie Kramer, sound engineer di Woodstock e per diversi anni fonico di fiducia dello stesso Hendrix. L'affascinante strada che porta Hendrix a Woodstock è ripercorsa un pezzo alla volta attraverso l'uso di materiale inedito e interviste a diversi componenti membri della band e all'organizzatore del Festival di Woodstock Michael Lang.

Questa è solo un'improvvisazione
Il bello è che la star di Woostock per eccellenza si presentò sul palco con un progetto musicale quanto meno improvvisato. La sua band londinese (gli Experience) non esisteva più, la sua band newyorkese (Band of Gypsyes) non esisteva ancora. Jimi allora si affidò al batterista della prima (Mitch Mitchell), al bassista della seconda (il vecchio amico Billy Cox), a un chitarrista ritmico (Larry Lee) e a due percussionisti (Juma Sultan e Jerry Velez) per quella che sarebbe stata la prima e ultima esibizione di Gipsy Sun and Rainbows. Mescolò canzoni nuove e vecchie - «Message to love» e «Spanish Castle Magic», «Izabella» e «Foxy Lady» - in un una specie di brodo psichedelico. Suonò all'alba di lunedì 18 agosto, quando ormai restavano ad ascoltarlo quarantamila spettatori a fronte dei cinquecentomila delle serate precedenti. «Andatevene pure se volete – disse dal palco -. Noi stiamo solo improvvisando». Peccato per quanti andarono via: bucarono il proverbiale appuntamento con la storia. Come altrimenti definire l'acida versione di «The Star Spangled Banner» che Jimi pose all'inizio di «Purple Haze»?

«Gente, inferno e angeli» inediti nel 2013
I fan in ogni caso hanno già annotato un'altra data sul calendario: 5 marzo 2013. Per quella data è prevista infatti l'uscita di «People, Hell and Angels», ennesimo disco postumo di materiale più o meno inedito del Nostro. Trattasi di dodici tracce incise tra il '68 e il '70 a seguito di quel capolavoro che è «Electric Ladyland». Pezzi come «Earth Blues», «Bleeding Heart» e «Crash Landing» dovrebbero far parte della partita. E pazienza se in qualche versione alternativa già fanno parte della vostra collezione. Il ragionamento è sempre lo stesso: la mucca va munta finché si può…

La versione di Leon
Sempre in mezzo agli entusiasmi della ricorrenza, si segnala l'uscita di «Jimi Hendrix. Mio fratello», volume a firma del congiunto Leon Hendrix che in questi giorni esce per Skira (euro 18.50, pp. 292). Per onestà intellettuale tocca però precisare che Leon fu accanto a Jimi solo negli anni dell'infanzia, osservandone a distanza intercontinentale quella crescita artistica che è la parte più interessante della storia. Il libro risulta insomma più adatto a chi va a caccia di aneddoti simpatici sul piccolo James Marshall che smontava la radio di papà e faceva carte false per una chitarra di seconda mano. Ciò che Jimi sarebbe diventato tra Nashville, New York e Londra lo trovate invece in «Una foschia rosso porpora», fondamentale volume di Harry Shapiro e Caesar Glebbeek (Arcana, euro 19,50, pp. 571). Tornando a fratello Leon, va dicendo che, fosse vivo oggi, Jimi farebbe il compositore classico. Come nel caso degli aneddoti sull'infanzia, nessuno può smentirlo.

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