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Questo articolo è stato pubblicato il 30 gennaio 2013 alle ore 11:45.

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Al festival internazionale Equilibrio, il tema dell'inevitabilità nella danza contemporaneaAl festival internazionale Equilibrio, il tema dell'inevitabilità nella danza contemporanea

Belgio, Canada, Cecoslovacchia, Francia Italia, Stati Uniti e Tunisia. Provengono da questi Paesi i coreografi e le compagnie ospiti della nona edizione dell'atteso Festival Equilibrio con la direzione artistica di Sidi Larbi Cherkaoui. Ed è sul tema dell'"Inevitabilità" che il coreografo e danzatore belga-marocchino ha imperniato l'edizione di quest'anno. L'inevitabilità dell'invecchiamento, della mortalità e della fragilità è nello spettacolo di Sylvie Guillem "6000 milesaAway" , titolo dedicato alla popolazione giapponese colpita dallo tsunami che mise in ginocchio il paese mentre lei e Forsythe lavoravano insieme a Londra. Ospite per la prima volta del Festival, la celebre ballerina danzerà tre coreografie firmate da Mats Ek, Jiří Kylián e William Forsythe. L'inevitabilità della memoria e dell'oblio è nell'opera del belga Wim Vandekeybus che, con la sua compagnia Ultima Vez, presenta due titoli: "What the Body Does Not Remember", lavoro storico degli esordi di venticinque anni fa, e il nuovo "booty Looting" il cui titolo intende sottolineare il processo di distorsione della memoria usando, oltre alla musica, al movimento e alla parola, la fotografia. L'inevitabilità umana del saccheggio, dell'invasione, della devastazione e della conservazione, ma anche della tenerezza, del conflitto e del ripercorrere sempre la nostra Storia, la ritroviamo nel "Puz/zle" di Sidi Larbi, che torna sul concetto del multiplo e della molteplicità insita nei meccanismi mentali, coinvolgendo il gruppo polifonico corso A Filetta, la cantante libanese Fadia Tomb El-Hage e il flautista e percussionista giapponese Kazunari. L'inevitabilità della paura, del desiderio, e della vulnerabilità dell'atto creativo permea "Fear and destre" del collettivo IfHuman, il progetto, in prima mondiale, dell'attrice e regista Gaia Saitta con la danzatrice e coreografa Julie Anne Stanzak, che hanno esplorato, tramite il linguaggio fisico, uno spazio di ricerca comune, coinvolgendo un gruppo di attori di diversa nazionalità, lingua, percorso artistico, per la prima volta a danzare insieme per riscoprire un territorio di vulnerabilità scenica dimenticata. L'inevitabilità delle carenze e delle superficialità dell'essere umano esploderà in maniera provocatoria, con umorismo e brio, in "Creation 2012" di Dave St-Pierre - con cui il coreografo canadese conclude la sua trilogia sull'amore, la vita e la morte - collocata in un set con pochissime attrezzature di scena, e i danzatori (quasi tutti nudi) al di là della soglia del dolore, che esprimono l'immediatezza del corpo in tutta la sua forza. L'inevitabilità delle riunioni culturali e delle divisioni in "Rayahzone", dei tunisini Ali Thabet e Hèdi Thabet (ballerino che, ricordiamolo, danza con una sola gamba), che ci immergeranno nel respiro della musica e dei canti sufi mettendo a confronto tre diverse entità, morte, ragione e follia, per dar luogo a una sorta di trascendenza spaziale e temporale. L'inevitabilità dei fili incrociati e del vuoto ci immetteranno, in "A Louer" (Affittasi) di Peeping Tom, in un luogo improbabile: un interno grandioso, dietro imponenti tende rosse, che sembra sbarazzarsi del tempo e dello spazio per meglio accogliere il continuo andirivieni di personaggi bizzarri, animati da strane ossessioni, che recitano, cantano e ballano cristallizzando, sulla scena, desideri, fantasie e angosce, ed evocando il tumulto delle passioni del processo creativo. Per dirci che ogni creazione artistica è effimera, e il palcoscenico è solo in affitto.

A inaugurare, il 2 febbraio, il Festival, saranno i finalisti della sesta edizione del "Premio Equilibrio Roma" per la danza contemporanea, nell'ambito del quale, quest'anno, oltre al consueto premio per la migliore creazione ci sarà una menzione speciale per il miglior interprete.

Equilibrio, Festival della nuova danza
Roma, Auditorium Parco della Musica, Fondazione Musica per Roma
dal 2 al 27 febbraio.

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