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Questo articolo è stato pubblicato il 21 aprile 2013 alle ore 08:20.

Era stato Cavour ad assecondare i primi sviluppi dell'Ansaldo, nata nel 1883 per iniziativa di alcuni autorevoli esponenti del mondo economico genovese, fra cui Giovanni Ansaldo da cui prese nome lo stabilimento, addetto originariamente alla costruzione di materiale ferroviario, che sarebbe poi divenuto nel primo ventennio del Novecento, col passaggio sotto le insegne di Ferdinando Mario Perrone e dei figli Mario e Pio, il principale gruppo industriale italiano a capo di vari esercizi metalmeccanici, cantieristici, siderurgici e di una casa automobilistica, nonché di una centrale idroelettrica e di un'impresa mineraria in Valle d'Aosta. Insomma, una sorta di «Ruhr italiana», dalla Liguria alle Alpi, per dirla con i giornali del l'epoca.
Successivamente molte cose cambiarono nella proprietà e nella gestione dell'Ansaldo, passata, dopo la Grande crisi del 1929, sotto l'egida dell'Iri e rimessa poi in sesto da Finmeccanica, di cui fa ancora parte attualmente. A ogni modo, grazie a una sagace politica culturale, i suoi dirigenti hanno badato a salvaguardare un prezioso patrimonio documentale, che dal 1980 l'Archivio storico ha provveduto a valorizzare, aprendolo agli studiosi e acquisendo nel contempo altri importanti Fondi documentali: da quelli di Italsider, Finsider, Finmare e Fincantieri a quelli riguardanti le vicende di numerose imprese e società pubbliche e private liguri. Tanto che è dato ricostruire da tutti questi Fondi la vita economica, sociale e amministrativa, tra Otto e Novecento, non solo del capoluogo ligure ma l'evoluzione dell'intera Regione. Anche perché è possibile incrociare le carte con fotografie, filmati, immagini d'epoca, raccolte di disegni tecnici, manifesti pubblicitari e testimonianze orali.
Sono attualmente più di 150 i Fondi documentali, 450mila gli esemplari della fototeca, oltre 3.800 le pellicole e 1.450 le videocassette originali della Cineteca della Fondazione Ansaldo istituita nel febbraio 2000 e dedicata ai temi della cultura economica, d'impresa e del lavoro. Presieduta da Luigi Giraldi e diretta da Alessandro Lombardo, la Fondazione si occupa, oltre che della promozione di studi e rassegne iconografiche, anche di corsi di formazione tecnologica e manageriale, master universitari e seminari per le scuole, con il coinvolgimento di aziende, Associazioni imprenditoriali ed enti pubblici.
Fra studiosi e visitatori sono tremila le persone che ogni anno vengono accolte nelle sale della Villa Cattaneo dell'Olmo, sede della Fondazione. Nata originariamente come dimora di campagna (accanto al convento benedettino trecentesco di San Nicolò del Boschetto) e appartenente alla nobile famiglia dei Grimaldi, passata poi a metà Seicento in proprietà della famiglia Cattaneo, la villa è stata acquisita dal l'Ansaldo negli anni Settanta del secolo scorso, che l'ha restaurata e dotata di moderne strutture logistiche e audiovisive.
Non solo agli «addetti ai lavori» ma a quanti sono interessati a farsi un'idea di alcuni aspetti ed eventi che hanno segnato la storia del nostro Paese nel corso del Novecento, la Cineteca offre un vasto repertorio di filmati (molti dei quali inediti e digitalizzati col sostegno della Compagnia San Paolo), anche di particolare valore spettacolare ed estetico. Fra i più interessanti figurano i cortometraggi concernenti il lavoro operaio nelle fabbriche, nei cantieri navali e nei porti; le rombanti locomotive simbolo del decollo industriale; alcuni episodi della guerra italo-turca girati da Luca Comerio nel 1912; i lussuosi transatlantici degli anni Venti-Trenta, con in testa il "Rex"; le prime mastodontiche centrali elettriche; gli aerei, i cannoni e i carri armati della seconda guerra mondiale; le colonie estive aziendali e le gite sociali dei lavoratori; l'epopea dell'acciaio negli anni della ricostruzione; le immagini del «boom economico». Non mancano inoltre cinegiornali, film pubblicitari, produzioni amatoriali e documentari d'attualità sulla trasformazione urbanistica del territorio, il turismo e il tempo libero, o su fenomeni sociali come l'emigrazione.
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