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Questo articolo è stato pubblicato il 27 aprile 2013 alle ore 13:59.

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E' scritta nel coraggio e nel sorriso radioso di Gina Galeotti Bianchi, una delle pagine più significative e commoventi della Resistenza italiana, affiora nel cuore di una Milano temeraria la Storia che si intreccia al quotidiano del quartiere Niguarda, liberato in anticipo il 24 aprile 1945. A Gina e a tutte le donne di quei cortili, piccole eroine da sconfinati ideali, è dedicato lo spettacolo simbolo di Renato Sarti " Nome di battaglia Lia" in scena all'Elfo Puccini.

La scena volutamente scarna, solo tavole e sedie, accoglie i tre protagonisti in un'atmosfera intima, familiare, l'essenza vera erompe pian piano, attraverso la parola ricca di immagini e suggestioni, passato e presente si mescolano, per ricordare, per non dimenticare, per sentirci uniti e sodali. Senza retorica, con pudore e tenerezza, misurate e brave Marta Marangoni e Rossana Mola, in perfetta alternanza danno vita alla vicenda partigiana, diventano voce e volto di quelle donne che si sono immolate per sentirsi vive, partecipi, libere. Maria, Silvana, Elisa, Teresa, Stellina, erano giovani, amavano ballare, accudivano padri, figli, mariti e intanto organizzavano staffette, soccorrevano i partigiani feriti, militanti in bicicletta sempre in prima linea, guerrigliere armate solo d'amore e valore. Erano con i loro nomi di battaglia le ragazze del "Gruppo di difesa delle Donne".

Gina, mantovana d'origine, minuta dai nervi d'acciaio, aveva iniziato presto la sua attività antifascista, arrestata nel 1943 per gli scioperi contro la guerra, torturata non rivelò mai i nomi dei compagni. Liberata dopo la caduta del fascismo, riprese subito la sua personale battaglia nelle file partigiane. Renato Sarti, ha ricomposto con maestria, i dettagli dei giorni della Resistenza milanese, ricostruendone l'atmosfera, mettendo l'accento sulla dignità e tenacia delle donne di Niguarda, entrando in scena anche lui, come voce maschile, con deferenza, illuminando di verità le protagoniste. Lo spettacolo scorre fluidamente, svelando tutta la sua potenza nel finale, corrono spedite in bici Lia e Stellina, è l'alba del 24 aprile, bisogna raggiungere in fretta i feriti all'Ospedale Niguarda. Pedala forte Gina, incinta di cinque mesi sogna che il suo piccino nascerà senza il fascismo, una raffica di mitra nazista spezza il miraggio e la sua volata. Sul selciato rimane per giorni la bici e una scarpa, un nome di battaglia per sempre: Lia.

Per questo spettacolo la Presidenza della Repubblica ha conferito al Teatro della Cooperativa di Milano la medaglia d'oro. "Nome di battaglia Lia" testo e regia di Renato Sarti. Musiche originai di Carlo Boccadoro. Interpreti: Marta Marangoni, Rossana Mola, Renato Sarti.

Fino al 30 aprile Teatro Elfo Puccini- Milano.

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