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Questo articolo è stato pubblicato il 11 agosto 2013 alle ore 08:29.

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Sono state appena ritrovate cinque lettere scritte dal grande K.G. all'amica Charlotte Buff. Ve le presentiamo in anteprima mondiale.
Lettera 1
Cara Lotte, so che sei adombrata con me perché alla fine del mio romanzo il protagonista si suicida per colpa tua. Dovresti però prendertela con Schiller, perché l'idea del finale è sua: se vuoi, ti giro il suo telefono (non dirgli che te l'ho dato io, però). Certo, non potevo immaginare quanti, in tutta Europa, si sarebbero suicidati dopo aver letto il mio libro. A proposito: ho saputo che Herder va dicendo in giro che quei poveretti si uccidono perché il mio romanzo è troppo brutto. La prossima volta che lo vedo gli spacco la faccia, a quel panzone!
Intanto sto facendo un tour per l'Italia. Sono a Roma: è bellissima, ma la cosa migliore sono gli gnocchi. Non capisco perché li cucinino solo il giovedì.
Lettera 2
Cara Lotte, sono a Napoli: il mare è straordinario e i babà sono strepitosi. Passo molto tempo sulla spiaggia di Posillipo, dove leggo molto. Oggi mi sono dedicato al libro di quell'inglese imparruccato di cui tutti parlano: uno strazio indicibile! Ma cosa si crederà mai di avere scoperto, con le sue tre formulette? Veramente pensa che l'universo sia un gigantesco orologio? La verità è che: «Grigia è ogni teoria, mentre verde è l'albero della vita!» (Bella frase: l'ho sentita ieri mentre ero in fila al supermercato. Mi ha ispirato un breve poemetto che scriverò non appena scade l'abbonamento dell'ombrellone).
Nel frattempo ho pensato di fare causa a Boscolo, o come si chiama quel dongiovanni da strapazzo che mi ha scopiazzato senza ritegno. Con i bei soldoni che dovrà darmi, fonderò un'università a mio nome (oppure una catena di fast-food, non ho ancora deciso).
Lettera 3
Cara Lotte, ho appena scoperto che secondo l'imparruccato inglese i colori non derivano dal gioco dinamico di luce e oscurità, ma sono fenomeni meramente fisici! «Chisto è 'nu pazzo furioso», mi ha detto l'abate Filangieri, che a Posillipo ha l'ombrellone accanto al mio. Per riprenderci ci siamo divorati una gustosissima pastiera preparata dalla sua perpetua.
Intanto ho affinato l'idea del nuovo poemetto: si incentrerà su un professore che fa un patto con il diavolo. Penso di finirlo in una settimana.
Ultima cosa: ho deciso trasferirmi in America. Mi dicono che da quelle parti ci sono dei fast-food in cui si entra con la macchina. Sono molto curioso.
Lettera 4
Cara Lotte, mi sono trasferito da poco a Princeton. Non è male, anche se i loro hamburger sono terribili. Per fortuna mi è venuto a trovare Einstein, che è stato molto gentile. Tra poco è il suo compleanno: gli regalerò un pettine, perché non credo ne abbia uno.
Gli ho mostrato un teorema che ho appena provato: secondo lui dimostra che la matematica è incompleta: ha proposto di chiamarlo «Teorema di incompletezza». Non ho capito bene cosa intenda ma, se lo dice lui, mi fido.
Lettera 5
Cara Lotte, Einstein è stato molto contento del mio pettine, anche se chiaramente non sa come si usa. Oggi mi ha detto che il mio teorema prova che la verità è più ampia della dimostrabilità. Sarà: spero comunque di ricavarci qualche soldo, così da poter organizzare il viaggio di ritorno. Qui non resisto: gli hamburger mi stanno avvelenando. Ho deciso che non mangerò più nulla finché non arriva un carico di würstel bavaresi che ho ordinato. Certo, è un po' che non metto nulla nello stomaco. La vista mi si annebbia, ma la mente è intatta: ho appena dimostrato un teorema che prova l'esistenza di Dio. Devo ricordarmi di farlo vedere ad Einstein.
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