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Questo articolo è stato pubblicato il 29 ottobre 2013 alle ore 16:37.
L'ultima modifica è del 29 ottobre 2013 alle ore 17:19.

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Vito Mancuso e Moni Ovadia, il maestro Salvatore Accardo e Pippo Delbono, ma anche Edoardo Albinati, Mina Welby e Beppino Englaro. E rappresentanti del mondo religioso, cristiano e musulmano, come monsignor Luca Bressan e l'imam Yahya Sergio Pallavicini. Sono solo alcuni dei protagonisti della prima edizione del "Tabù Festival", intitolato "Chi ha paura della morte".

Un festival che unisce riflessione e spettacolo, incontri, dibattiti e varie forme d'arte, dal cinema al teatro, dalla musica alla danza. Tutto questo vuole essere il "Tabù Festival", un progetto pluriennale che ha esordito venerdì 25 ottobre e avrà nei prossimi giorni, fino a domenica 3 novembre, il suo fulcro, affrontando il tabù per eccellenza, la morte con location spettacolari, in luoghi storici tra i più belli della Provincia di Milano: nel Castello Visconteo e nell'ex convento dell'Annunciata di Abbiategrasso, a Villa Negri, lungo il Naviglio Grande, una delle dimore storiche di Cassinetta di Lugagnano, nell'Abbazia cistercense di Morimondo.

Tra gli appuntamenti principali segnaliamo mercoledì 30 ottobre il concerto del quartetto di Salvatore Accardo all'Abbazia di Morimondo; Giovedì 31 ottobre il concerto del compositore-musicista Teho Teardo insieme alla violoncellista Martina Bertoni;
venerdì 1 novembre la serata con Flavio Oreglio a Cassinetta di Lugagnano; sabato 2 novembre spettacolo teatrale di Fausto Paravidino"Il diario di Maria Pia" al teatro di Magenta. E domenica 3 novembre la serata con Moni Ovadia "Imparare a morire" all'Annunciata di Abbiategrasso.

Ecco come Fabrizio Tassi, direttore artistico del Tabù Festival, presenta la rassegna: «La morte è il tabù per eccellenza del nostro tempo. E' un tema che suscita inevitabilmente paura e disagio, ma che noi vogliamo provare a guardare in profondità, con serietà e con leggerezza insieme. Ci saranno le riflessioni di filosofi e teologi, medici e scrittori, uomini e donne di cultura e di spettacolo. Ma ci saranno anche il teatro, la musica, il cinema, la danza. Vogliamo parlare di morte per parlare di vita, forse addirittura di significato della vita, perché è solo attraverso la consapevolezza del limite che si può dare un senso alle proprie giornate e viverle intensamente in coscienza e libertà».

Il programma
La qualità di questo festival passa attraverso quella degli ospiti invitati. Personaggi come Vito Mancuso, Moni Ovadia e la filosofa Laura Boella, un maestro protagonista della scena musicale internazionale come il violinista Salvatore Accardo, ma anche diverse compagnie teatrali, a partire dall'Atir Milano a da un autore-attore come Fausto Paravidino, ma anche Flavio Oreglio, la danzatrice Cristina Rizzo, il compositore Teho Teardo, il regista Pippo Delbono. Ci saranno incontri, momenti di teatro, musica, cinema. E' previsto un dibattito sul testamento biologico e l'eutanasia a cui daranno il loro contributo rappresentanti del mondo laico, radicale, e di quello cattolico, da Mina Welby e Silvio Viale ai docenti universitari Roberto Mordacci e Mario Picozzi. Così come è stato programmato un incontro con Beppino Englaro, ma anche con il Vicario della Curia milanese Mons. Luca Bressan, un personaggio di spicco del mondo islamico, l'Imam Yahya Sergio Pallavicini, un esperto di buddhismo e meditazione come Nanni Deambrogio.

Il Tabù Festival è organizzato dal Comune di Abbiategrasso. Fino al 3 novembre.

Il Programma completo del festival su www.tabufestival.it

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