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Questo articolo è stato pubblicato il 20 gennaio 2014 alle ore 11:00.

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Visitatori nei padiglioni 25 e 26 della Fiera di Bologna in occasione di «Artefiera»Visitatori nei padiglioni 25 e 26 della Fiera di Bologna in occasione di «Artefiera»

Artefiera quest'anno si allarga, con il 27% di espositori in più rispetto all'anno scorso, e si articola, creando nuove sezioni per mettere meglio a fuoco alcune fette di mercato. Le gallerie esposte nei padiglioni 25 e 26 di Bolognafiere sono 172, e per il secondo anno consecutivo il progetto e la selezione sono stati affidati a un duo di curatori: Giorgio Verzotti per il settore Contemporaneo e Claudio Spadoni per il settore Moderno; che lui preferisce chiamare «moderno allargato».

La grande novità di questa Artefiera è infatti l'apertura all'arte del secondo Ottocento e del primissimo Novecento, come Spadoni ci spiega: «Fino all'anno scorso il settore Moderno arrivava in realtà alla prima metà del Novecento, sino agli anni Cinquanta, ora abbiamo voluto includere quegli artisti che sono stati di passaggio tra Otto e Novecento».
Ma anche il Contemporaneo presenta una nuova scansione, come illustra Verzotti: «Artefiera dà spazio insieme ai nomi più affermati e alle scommesse sui giovani, offrendo anche una nuova autonomia ai diversi linguaggi dell'arte». Ecco nascere allora nuove sezioni tematiche, come quella dedicata alla fotografia, affidata per la prima volta al direttore di una fiera specializzata, Fabio Castelli (si veda il box di Laura Leonelli qui a fianco). Il secondo focus è di tipo geografico, e punta sulle gallerie e sugli artisti dell'Est Europa. A curare questa sezione è Marco Scotini, direttore del Naba di Milano: «L'idea è quella di avviare una ricerca sui mercati emergenti. Abbiamo scelto 10 gallerie, da Slovacchia, Russia, Repubbliche Baltiche, Ungheria, affiancate da italiani che espongono a loro volta maestri dell'Est Europa».

Ai collezionisti e ai visitatori si presenterà quindi uno scenario insieme più ampio e più chiaro. Nel padiglione 26 si trovano le gallerie che trattano prevalentemente Novecento (con l'aggiunta quest'anno del secondo Ottocento), e alcuni dei pezzi più importanti della fiera. Da Lampertico vedremo opere di Capogrossi, un Fontana giallo del 1961 (450mila euro) e una grande tempera su tela di Tancredi, del 1961 (350mila euro). Da Tega, La cantante di Botero costa 420mila euro, un Concetto Spaziale rosso di Fontana del 1963-64 450mila, e un Campigli del 1931, Donna al balcone, 400mila euro. Mazzoleni porta Burri, Fontana (una rara Venezia d'Argento e un Metallo del 1962), Manzoni, Castellani, con prezzi che vanno anche oltre il milione di euro. La Galleria dello Scudo avrà un grande Vedova degli anni Sessanta (500mila euro), un Afro del 1959 (650mila euro), Dorazio (250mila euro), Gastini e Mattiacci. Alla galleria Blu, opere di Bonalumi degli anni Ottanta e Novanta (dai 40mila ai 100mila euro), un Telex di Isgrò del 1974 (28mila euro) e, con la consueta incursione nel contemporaneo, i quaderni dipinti di Alessandro Verdi (che contengono circa 20 opere finite), per 12mila euro. Da Cardi, un Castellani del 1991 costa 300mila euro, Knives, di Warhol, del 1981, 400mila euro, uno specchio di Pistoletto del 2007 500mila euro. Contini presenta una serie di sculture di Robert Indiana (200mila-400mila euro) e gli scatti di Mikail Baryshnikov (26mila-39mila euro), oltre a opere di Plessi, Mitoraj, Botero, Fiore.

Il padiglione 25 è quello dell'arte contemporanea e delle sezioni tematiche. Qui troviamo un mix interessante di arte italiana e internazionale di varie generazioni: Continua porta Michelangelo Pistoletto, Giovanni Ozzola e Pascale Martine Tayou, Boxart presenta un lavoro inedito di Mauro Fiorese, Extraction, ma anche una grande installazione di Isgrò, la Vergine degli Scarafaggi (70mila euro) e i dipinti di Cingolani (da 5mila a 20mila euro). Cingolani è anche da Colombo insieme ai californiani Clayton Brothers (2.500-25mila euro). Poggiali e Forconi presentano i nuovi lavori di Pignatelli (20-80mila euro), un estratto dalla mostra che hanno dedicato a Cucchi (25mila - 130mila euro) e le opere recenti di Zhivago Duncan (15-30mila euro). In Arco avrà Wang Guangyi (tempere da 25mila euro), i dipinti di Peter Halley (30mila euro), e di Daniele Galliano (12mila). Curti e Gambuzzi propongono le fotografie di Christopher Broadbent (3mila-7.500 euro) e lavori storici di Francesco Clemente (da 10mila euro). Da Studio Crespi, il Novecento italiano. Bianconi porta H.H. Lim, (15mila-100mila euro) e opere fotografiche da performance di Luigi Presicce (10mila-35mila euro). L'Ariete avrà le tele di Chantal Joffe, le foto di Beth Moon, opere anni Ottanta di Paladino ma anche i lavori del giovane Ettore Frani (a partire da 2mila euro).

Da Bagnai vedremo Schifano, Pizzi Cannella e Gunther Uecker. Alessandra Bonomo punta su Joan Jonas, David Tremlett e Graeme Todd. Da Scognamiglio, un grande Paladino del 1997 costa 150mila euro, e un lavoro di Cindy Sherman del 1987 80mila, ma già con 8mila euro si può acquistare un'opera di Maddalena Ambrosio. Zodo propone Kehinde Wiley, Ed Templeton e Federico Solmi (5mila - 30mila euro). Marella porta Sopheap Pich dalla Cambogia, Shi Xinning dalla Cina, Entang Wiharso dall'Indonesia, Aung Ko dalla Birmania, ma anche italiani come Brighetti e Piccolo. Cardelli e Fontana avranno una composizione di Manlio Rho del 1955 (55mila euro) e lavori di Vettor Pisani (3mila-120mila euro). Punta sugli italiani anche Marco Rossi, che ha un grande girotondo di sculture di Valerio Berruti (8mila euro l'una), i dipinti di Alessandro Gioiello (1.000-6mila euro) e le sculture pop di The Bounty Killart (3mila-8mila euro). Bonelli porta Davide Nido (10mila euro per una tela di medio formato), Fulvio Di Piazza (da 4.500 euro), e Nicola Verlato (20mila euro). Battaglia avrà opere di Armando Marrocco e Giovanni Campus.

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