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Questo articolo è stato pubblicato il 05 aprile 2014 alle ore 16:38.

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Hayley Coles, June 17th, 2006. Serie / Series "Front". C-Print. 101,6 x 80 cm. © Trish Morrissey with thanks to Impressions Gallery, Bradford UKHayley Coles, June 17th, 2006. Serie / Series "Front". C-Print. 101,6 x 80 cm. © Trish Morrissey with thanks to Impressions Gallery, Bradford UK

Famiglia sì famiglia no. Modelli tradizionali scardinati, rapporti e relazioni sempre meno negli schemi, ma famiglia pur sempre come prima cellula di organizzazione sociale. Quella dove si imparano i rapporti gerarchici, interpersonali, dove si sviluppano gli affetti, le capacità relazionali, il microcosmo che ci portiamo dentro tutta la vita. Arrivando a influenzare lo stesso assetto del macrocosmo esterno. Col linguaggio dell'arte, è di questo che si parla in «Questioni di famiglia. Vivere e rappresentare la famiglia oggi», in corso a Firenze a Palazzo Strozzi, negli spazi del Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, fino al 20 luglio 2014.

Una riflessione attraverso le opere di undici artisti contemporanei di fama, approccio, poetica e formazione diversi. Guy Ben-Ner, Sophie Calle, Jim Campbell, John Clang, Nan Goldin, Courtney Kessel, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, Trish Morrissey, Hans Op de Beeck, Chrischa Oswald, Thomas Struth ci portano in giro per l'universo familiare fra introspezione e documento, graffio ironico e simbolo. I due curatori Franziska Nori e Riccardo Lami partono dalle note sociologiche di Chiara Saraceno, che afferma: «non vi è nulla di meno naturale della famiglia», e Paul Ginsburg, che rincara la dose con un: «le famiglie sono le principali istituzioni preposte alla formazione degli individui nel mondo contemporaneo».

Così, se il tedesco Thomas Struth ci propone algidi grandi ritratti di famiglia bloccati nel loro attimo fatale di testimoni, gli scatti di Nan Goldin, i bambini, i genitori, gli amici, i parenti, nel loro infranto equilibrio formale vibrano delle più intime corde emotive. La performer Courtney Kessel sintetizza nell'equilibrio di un'altalena al cui vertice sta la figlia con tutti gli oggetti delle incombenze quotidiane, le doti da funambola del suo essere madre. Mentre graffia di ironia surreale il video dell'israeliano Guy Ben-Ner, che grazie al sonoro de «La guerra dei mondi» trasforma la cucina di casa nello scenario di un attacco terroristico, con il partecipe coinvolgimento dei figli spaventatissimi. E tanto di cappello alla capacità di esorcizzare col riso la tragedia di un conflitto permanente.

Uno dei vertici poetici dell'esposizione lo si incontra grazie alla scienza ingegneristica di Jim Cambell, rappresentazione lirica, dolente ma quasi fatata della memoria. Grazie alle centinaia di led su cui si proiettano vecchi filmini in bianco e nero, leggibili in questo modo alla distanza, ma che si sfaldano man mano che ti avvicini. Riflettendo di poetica, il vertice lo raggiunge l'opera più simbolica in mostra, proprio al centro del percorso. Un ritratto di famiglia assolutamente minimalista, che ci narra la storia di ognuno di noi, del nostro essere figli, o genitori, sintetizzando l'universalità del rapporto più intimo che esista. La francese Sophie Calle ci pone di fronte alle foto di tre pietre tombali, nude, perfino senza nemmeno i dati anagrafici, solo le scritte secche: father, mother, son, con la parola 'madre' evidenziata in maniera diversa. «Chiunque – riflette il curatore Riccardo Lami –è figlio di..., anche chi è orfano, tutti siamo obbligati drammaticamente a riflettere su questi legami. Il fulcro è la madre, la sua lapide è l'unica ad avere un foro, per mettere un cero, dei fiori. La fotografia stessa è per sua definizione qualcosa di morto, appena scattato, che è stato e non è più. Qui è una rappresentazione della rappresentazione della morte, un ritratto di famiglia in forma estremamente poetica. Da cui tutti partiamo, a cui tutti arriviamo».

Questioni di famiglia. Vivere e rappresentare la famiglia oggi
Firenze, Palazzo Strozzi, Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, fino al 20 luglio 2014

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