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Questo articolo è stato pubblicato il 21 aprile 2014 alle ore 10:28.
L'ultima modifica è del 21 aprile 2014 alle ore 10:32.

La scena artistica viennese degli anni Sessanta fu dominata dagli azionisti: Günther Brus, Otto Muehl, Herman Nitsch. Si trattava di gente specializzata in spettacoli iconoclasti e altri riti pagani. Con i corpi delle donne finalmente liberi di essere utilizzati come materia prima si finì presto in un'arena continua di violazioni sessualmente suggestive ma, spesso, profondamente misogine.

Ecco che, dopo aver esposto gli uomini, la Galleria Richard Saltoun di Londra rende giustizia al "sesso debole" (si fa per dire) e ci mostra ora quello stesso milieu ma dalla parte di due donne: Valie Export - che si è definita come «femminista azionista», e Friedl Kubelka, artista singolare ancora poco conosciuta.

Nata a Londra nel 1946 e formatasi a Berlino Est e Vienna, fotografa e regista, Kubelka – al secolo Friedl vom Gröller - potrebbe essere considerata una femminista precoce. Conosciuta per i suoi ritratti di amici e collaboratori, che erano soprattutto strambi artisti, Kubelka ha usato anche la fotografia come esplorazione del sé, con i celebri ritratti intimi utilizzati per mettere in discussione i costumi sociali delle donne, in quell'epoca di eccessi. Nel 1972 Kubelka ha iniziato la sua serie denominata "Jahreportraits", un progetto che l'ha coinvolta attraverso lo scatto quotidiano di un autoritratto, per 12 mesi consecutivi. Ha poi continuato con questo andazzo per cinque anni e una ricca selezione di tali immagini fa parte di questa mostra, insieme alla venerata collezione "Pin-up". Questa serie è stata realizzata dal 1971 al 1974 a Parigi e Vienna e Kubelka ha di nuovo usato se stessa come modella. Perfetta creatrice e attrice della propria opera.

Esattamente come Valie Export. In mostra non poteva mancare il suo iconico autoritratto dal titolo: "Smart/Export II" realizzato nel 1968. Per rendersi visibile nel mondo dell'arte dominato dagli uomini, Waltraud Höllinger (questo il suo vero nome) prese infatti le sembianze di un nuovo personaggio. Rubò la denominazione della sua marca preferita di sigarette, "Intelligente Export", inserendo il suo volto e il suo nomignolo – VALIE - sulla confezione, con la testa circondata dal motto "Semper et ubique - immer und überall". Una fotografia in bianco e nero ostenta Valie mentre porge il pacco alla camera; i capelli selvaggiamente pettinati all'indietro e il mozzicone conficcato ben bene nella sua bocca rendono l'immagine estremamente conflittuale, una dichiarazione spudorata della sua intenzione di infiltrarsi in territorio maschile per essere vista "sempre e ovunque", che ha fatto epoca.

Se andate a Londra questa mostra è un must che affronta temi, e solleva questioni, ancora decisamente rilevanti.

Viennese Season: Feminism - VALIE EXPORT & Friedl Kubelka
Richard Saltoun Gallery
111 Great Titchfield Street, W1W 6RY London, United Kingdom
Dal 9 aprile al 23 maggio 2014
www.richardsaltoun.com

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