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Questo articolo è stato pubblicato il 01 giugno 2010 alle ore 16:38.
La crisi dei debiti sovrani e le sue conseguenze sulla ripresa peseranno sui bilanci delle banche europee. Nel recente Financial stability report la Bce ha stimato che nel biennio 2010-2011 ci saranno 195 miliardi di dollari di svalutazioni nette (90 quest'anno e 105 il prossimo). La stima di quelle potenziali, con riferimento al triennio 2007-2010 e solo al settore del credito, passano dai 355 miliardi stimati a dicembre 2009 agli attuali 360.
Su 100 dollari prestati le banche oggi rischiano di perderne 3,2. Il problema poi è che, per far fronte a queste possibili svalutazioni, gli istituti di credito non hanno accantonato abbastanza denaro. Statistiche basate su un campione di grosse banche europee dicono che, tra il 2007 e il 2009, queste hanno messo da parte 238 miliardi di euro per far fronte al deterioramento della qualità del credito. A conti fatti, scrive la Bce, gli istituti di credito avrebbero bisogno di accantonarne altri 123 per sentirsi tranquilli.
Sulla revisione dell'Eurotower pesano i rinnovati timori sulla ripresa economica. La crisi dei debiti sovrani e gli interventi degli stati per ridurre drasticamente il loro deficit allontanano la prospettiva di un recupero. La disoccupazione, scrive la Bce, non accenna a calare e questo avrà inevitabilmente un effetto sul potere d'acquisto dei cittadini europei. E soprattutto inciderà sulla loro capacità di onorare i debiti.
Non è un caso che tra i punti deboli individuati dall'Eurotower ci sia il credito al consumo. Le svalutazioni potenziali in questo ambito passano dai 63,8 miliardi di euro stimati a dicembre 2009 ai 70,1 dell'ultima rilevazione. Su 100 dollari prestati per l'acquisto di un auto, di un televisore o di un frigorifero le banche europee rischiano di perderne in media 5,6 (+1,3% rispetto a dicembre 2009).
Negative anche le prospettive dei mutui per l'acquisto di immobili commerciali. Le svalutazioni potenziali secondo la Bce passano dai 37,7 miliardi stimati a dicembre 2009 ai 55,3 dell'ultimo rapporto, pesando per circa il 5,8% sul totale delle esposizioni. Questo fenomeno è parzialmente compensato dal miglioramento della qualità dei prestiti per l'acquisto di immobili residenziali e in generale dal credito alle imprese. Ma il saldo tra la precedente stima di dicembre 2009 è comunque negativo per 5 miliardi.








