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Finanza e Mercati Azioni

UniCredit prevede 4.700 esuberi entro il 2013. La Libia primo socio di piazza Cordusio con il 7%

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Questo articolo è stato pubblicato il 04 agosto 2010 alle ore 19:11.

Dopo la pubblicazione, ieri, dei dati semestrali, si è accesa la discussione sul piano degli esuberi di UniCredit. Il gruppo bancario guidato da Alessandro Profumo ha confermato in serata quanto anticipato da Fabio Sileoni della Fabi, che aveva preannunciato alle organizzazioni sindacali 4.700 esuberi all'avvio delle negoziazioni legate al riassetto per la Banca Unica. «L'effetto Marchionne - ha detto Sileoni - ha purtroppo contagiato anche il gruppo Unicredit».

«Oggi si sono aperte a Milano le consultazioni tra le organizzazioni sindacali e Unicredit sulla Banca Unica, il progetto di riorganizzazione del gruppo al via in questi giorni», ha precisato Sileoni raggiunto telefonicamente dal Sole 24 Ore.com. Gli esuberi dell'istituto, secondo le stime comunicate ai rappresentanti dei dipendenti, riguardano il triennio 2011-2013. Sulla vicenda, la Fabi sottolinea in una nota che solo pochi giorni fa «il presidente dell'esecutivo dell'Abi, Francesco Micheli, e il neo presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, prendevano pubblicamente le distanze dal nuovo modello di relazioni sindacali e industriali inaugurato da Marchionne nella Fiat».

Sul tema è intervenuto lo stesso ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi: «Sarà doveroso un confronto approfondito», ha detto il ministro a Radio 24, sottolineando che «sono vietati in tutti i modi atti unilaterali. Le parti dovranno entrare nel merito». Sacconi ha poi precisato: «siamo in presenza di una proposta di UniCredit e saremo attenti come lo siamo per tutti i 150 tavoli negoziali nei quali cerchiamo di svolgere un ruolo positivo, affinché le parti concordino i percorsi di riorganizzazione aziendale e tutelino le persone che dovessero essere ritenute in esubero».

Secondo il ministro «è importante discutere del piano industriale sia per i lavoratori, sia per l'intero Paese e l'intera economia perché i programmi industriali siano funzionali a dare un servizio migliore e un migliore lavoro».

La precisazione di UniCredit
In serata UniCredit ha confermato la presentazione ai sindacati di «un'ipotesi di piano» che prevede «efficientamenti» riguardanti un totale di 4.700 posizioni lavorative. L'apertura formale della trattativa avverrà a inizio settembre, ha precisato la banca in una nota: «All'indomani dell'approvazione da parte del Cda del piano "Insieme per i clienti" - si legge ancora nella nota del gruppo bancario - Rino Piazzolla, responsabile delle risorse umane di UniCredit, ha incontrato le rappresentanze sindacali per presentare le prossime iniziative del Gruppo da tempo programmate».

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Tags Correlati: Abi | Alessandro Profumo | Banca Unica | Comitato Esecutivo | Consob | Fabio Sileoni | Federazione autonoma dei bancari italiani (FABI) | Fiat | Francesco Micheli | Giuseppe Mussari | Maurizio Sacconi | Ministeri | Radio24 | Rino Piazzolla | Unicredit

 

L'ipotesi di piano punta a «rendere sostenibile la struttura dei costi, attraverso efficientamenti che riguardano 4100 posizioni lavorative, oltre a 600 già individuate nel piano di integrazione di Capitalia, da attuarsi nel prossimo triennio nel rispetto dello spirito e delle regole del contratto nazionale dei bancari e nella logica di altri accordi sindacali già siglati negli ultimi anni da UniCredit con le organizzazioni dei lavoratori». A fronte «del raggiungimento degli obiettivi strutturali di riduzione dei costi - continua la nota - l'azienda si è impegnata all'assunzione di neo laureati. L'apertura formale della trattavita avverrà a inizio a settembre».

La «presa» dei Libici
Sul fronte azionario ieri da rilevare che, dalle rilevazioni Consob, è spuntata una quota diretta della Lia (Lybian investment authority) che, in data 28 luglio, ha superato la soglia rilevante salendo al 2,075. La quota complessiva nelle mani dei libici, di fatto, sale quindi oltre il 7 per cento.

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