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Sopra Rimini un Sangiovese biodinamico a suon di musica

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Storie di eccellenza

Sopra Rimini un Sangiovese biodinamico a suon di musica

L’Emilia-Romagna non solo Lambrusco. Sulle colline di San Clemente in provincia di Rimini, si produce un rosso seguendo la filosofia biodinamica. Tenuta Mara una piccola cantina dove si realizza un sangiovese in purezza, che cresce ascoltando le note di Mozart diffuse in vigna e riposa nelle botti cullato dai canti gregoriani. Il fondatore, Giordano Emendatori, un imprenditore di successo che ha creato e guidato Mec3, azienda leader mondiale nella produzione di ingredienti per la gelateria artigianale, rilevata dal fondo di private equity statunitense Riverside nel febbraio 2014.

Vinicoltura biodinamica e musica

Tenuta Mara nasce dal desiderio di creare un vino unico, prima buono e poi biodinamico, romantico e deciso in un ambiente che valorizza l’arte, la musica e la natura. Nella vigna troviamo opere d’arte di Gi Pomodoro o di Mauro Staccioli, in cantina la “sala della musica” che ospita un pianoforte gran coda Fazioli. Il giovane vigneron Leonardo Pironi, vive tra le sue viti e, con l’aiuto dell’agronomo Leonello Anello, ricercatore della Sezione di Scienze Agricole Biodinamiche, ha sviluppato e applicato la Viti-vinicoltura biodinamica moderna, gi seguita da alcune tra le maggiori aziende viticole italiane. Nonostante si tratti di un’azienda giovanissima (la prima vendemmia nel 2010), Tenuta Mara ha gi ricevuto molti riconoscimenti e nel 2013 Mara Mia stato definito “Miglior rosso biodinamico dell’anno” con la valutazione di 92/100, dall’ Annuario  dei migliori vini italiani di Luca Maroni.

Le scelte dei vigneron di Borgogna

Il fatto di coltivare un terreno “vergine”, rimasto incolto per anni e poi lavorato per accogliere un ecosistema perfetto, ha sicuramente agevolato il lavoro del vigneron, ma grazie all’export manager Davide Marino che il vino presentato in giro per il mondo. Mara Mia non solo adatto all’invecchiamento, ma una dimostrazione che un biodinamico pu stupire grazie alle sue propriet organolettiche. Siamo spesso prevenuti nei riguardi dei vini “senza chimica”, ma forse non tutti sanno che molti dei vigneti in Borgogna (uno su tutti Domaine de la Romane-Conti) sono coltivati seguendo la biodinamica, che si traduce semplicemente in rispetto per la natura e per i suoi doni. Lo sanno bene i produttori (ancora pochi) che in tutto il mondo hanno deciso di usare il metodo biodinamico formulato per la prima nel 1920 da Rudolf Steiner. Il filosofo austriaco teorizz l’antroposofia, un’idea di agricoltura sostenibile, in cui ogni pianta coltivata senza sconvolgere l’equilibrio tra la terra, gli insetti, gli animali e gli astri. Gli obiettivi sono il mantenimento della fertilit della terra allo scopo di avere piante sane e prodotti di qualit, senza l’uso di sostanze chimiche come concimi, insetticidi, diserbanti o Ogm.  Sono invece utilizzati preparati naturali da somministrare alla pianta tenendo conto delle fasi solari e lunari, alla base anche dell’imbottigliamento e dei travasi.

Resa minore in vigna

Il metodo implica inevitabilmente una resa minore delle piante e un maggiore lavoro durante tutto l’anno. Che molti non condividono. Il professor Attilio Scienza al convegno tenutosi ad Expo 2015 sul vino naturale, ha affermato: Per i produttori di vino la produzione biologica e biodinamica una via senza uscita: non rappresenta il futuro della viticoltura italiana. La soluzione nell’innovazione genetica, nella creazione di variet resistenti ai funghi con programmi d’incrocio ed in un futuro con la genome editing, l’alternativa agli Ogm. Visioni contrastanti, obiettivi diversi, approcci incompatibili. Che condividono solo la passione per la qualit.

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