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Questo articolo è stato pubblicato il 01 luglio 2014 alle ore 06:43.
L'ultima modifica è del 01 luglio 2014 alle ore 11:34.

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(Corbis)(Corbis)

Autonomi all'attacco sull'obbligo del Pos scattato da ieri per i pagamenti superiori a 30 euro; politici e consumatori divisi sulla nuova disposizione. Confcommercio chiede «al più presto» un confronto con il Governo «per ridurre le commissioni e rivedere le soglie di fatturato in base alle quali applicare la norma»; il leader del M5S Beppe Grillo twitta «Pos obbligatorio?

No, grazie» e aggiunge su Facebook che si tratta di «una vergogna assoluta»; il segretario della Lega, Matteo Salvini, parla di «mazzata sulle partite Iva»; il coordinatore nazionale di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale, Guido Crosetto, auspica la gratuità dell'operazione o, in alternativa, la detrazione totale dei costi dalla dichiarazione dei redditi; e mentre numerosi altri politici (tra questi il deputato di Fi, Luca Squeri) commentano senza mezzi termini che si tratta di un «regalo alle banche», tesi rigettata dal viceministro dell'Economia Enrico Morando, il Codacons chiede ai consumatori di rifiutare i pagamenti in contanti invitando artigiani e professionisti che non si sono dotati del Pos a inviare a casa il conto da saldare in modo da scegliere in un secondo momento la modalità migliore per il pagamento.

Confcommercio sottolinea in una nota di essere «certamente favorevole a una modernizzazione del sistema dei pagamenti, purché questo processo (...) non si traduca unicamente in nuovi e pesanti oneri a carico delle imprese: direzione, questa, che rischia purtroppo di essere disattesa dal provvedimento», come sottolineato anche dal presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti di Napoli, Vincenzo Moretta e dal presidente dell'Associazione nazionale dei commercialisti, Marco Cuchel. «Infatti – si legge nel comunicato di Confcommercio – obbligare le imprese all'accettazione del sistema di pagamento elettronico senza intervenire in modo adeguato sulla ridefinizione delle commissioni bancarie e degli oneri legati all'accettazione della moneta elettronica significa penalizzare ulteriormente quel tessuto produttivo già pesantemente provato dal perdurare della recessione economica». «Quello che serve – conclude dunque Confcommercio – è che il Governo attivi al più presto gli annunciati tavoli di confronto con le organizzazioni d'impresa con l'obiettivo di trovare modalità per ridurre le commissioni e rivedere le soglie di fatturato».

A questo proposito Andrea Mandelli, responsabile di Forza Italia per i rapporti con le professioni, sostiene tuttavia che l'obbligo del Pos è una buona intenzione lasciata a metà: «Imporlo ad artigiani e professionisti e promettere solo in un momento successivo l'apertura di un tavolo per ridurne i costi significa – spiega infatti – partire dalla coda». Più critico sull'efficacia della misura antievasione il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi: «Si chiede all'idraulico e al falegname di rendere obbligatoria la tracciabilità delle operazioni, mentre si fa poco o nulla affinché i soldi che vengono raccolti dalle grandi banche e dalle assicurazioni finiscano nelle società offshore del Lussemburgo o dell'Irlanda». (N.T.)

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