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Bargnani, il mago dell'Nba che studia la finanza

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Questo articolo è stato pubblicato il 28 maggio 2010 alle ore 09:34.


Non fosse che è alto 2 metri e 13 centimetri, che è una delle stelle nel firmamento di uno dei campionati più famosi del mondo, e che guadagna circa 10 milioni di dollari all'anno, Andrea Bargnani sarebbe "un ragazzo normale". Ha 25 anni con alcuni dei problemi che hanno molti suoi coetanei: la casa, per esempio.

Sembra strano ma è così. «Quando ho firmato il nuovo contratto con i Toronto Raptors – la squadra per cui gioca da quattro stagioni in Nba – ho pensato che un investimento che avrei voluto fare sarebbe stato acquistare un appartamento a Roma, la mia città».

Disponibilità economica, mercato immobiliare in flessione: quale mix più favorevole per agevolare il proposito? Invece... «Invece ancora niente – ammette Bargnani – evidentemente non è così semplice, nonostante la situazione. E non sempre gli agenti immobiliari sembrano così ansiosi di vendere».

Andrea, però, quest'anno, purtroppo, ha le vacanze lunghe e quindi tempo a disposizione per guardarsi intorno: i suoi Raptors hanno mancato i play off Nba, obiettivo che si erano prefissati a inizio stagione. «Un'annata sfortunata» ammette. E a dimostrarlo c'è anche la rocambolesca sconfitta, agli ultimi secondi, "provocata" dall'intervento involontario del tifoso Lapo Elkann, che ha deviato un pallone.

Così le finali per la conquista dell'anello dovrà per questa volta guardarsele in tv o dagli spalti.

Intanto il Mago – soprannome appioppatogli dal compagno di squadra Riccardo Pittis all'epoca di Treviso – vestirà la maglia azzurra della Nazionale, insieme a Marco Belinelli, anche lui a Toronto (mancherà, invece, il terzo italiano in Nba: Danilo Gallinari seguirà una preparazione specifica dei New York Knicks).

Sulla presenza di due delle tre stelle Nba si basano le speranze della Federazione di rimediare alle ultime figuracce: esclusione dalle Olimpiadi di Pechino prima e dagli Europei del 2009 poi. «Il clima ora è diverso – assicura Bargnani – in passato non abbiamo giocato bene, tutta la pressione era su noi dell'Nba e i veterani si sono sentiti deresponsabilizzati. Ora si riparte». La qualificazione agli Europei sarà fondamentale anche per accedere alle Olimpiadi di Londra 2012. Insomma, le pressioni non mancheranno, anche per chi proviene dall'Nba.

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Tags Correlati: Andrea Bargnani | Benetton | Danilo Gallinari | Lapo Elkann | Marco Belinelli | Massimo Balducci | Matteo Soragna | Nba | New York Knicks | Riccardo Pittis | Roma | Sport | Toronto Raptors | Treviso

 

Anche per questo, forse, per rilassarsi, il Mago sarà protagonista tra pochi giorni del suo primo campo estivo per ragazzini – dal 13 giugno al 4 luglio – organizzato a Jesolo, dove il suo amico Matteo Soragna, ora capitano di Biella in serie A, sarà in vacanza. Proprio Soragna era con Bargnani il 28 giugno 2006, giorno in cui Andrea è stato il primo italiano "prima scelta" del draft Nba. Non poteva che essere lui, il Mago, ad avere questo onore: con la pallacanestro ha iniziato a 5 anni, sostenuto da mamma Luisella, ex giocatrice, e dallo zio Massimo Balducci, ottimo giocatore della Stella Azzurra Roma. Un altro romano doc segna la sua carriera: l'allenatore Roberto Castellano, ex capitano del Banco Roma.

Poi l'arrivo a Treviso e l'ascesa non ancora terminata. L'amicizia con Soragna comincia proprio «quando eravamo compagni di squadra alla Benetton» racconta: «Ci sentiamo spesso, anche quando sono a Toronto – il mio tempo libero, poco, cerco di spenderlo chattando con gli amici rimasti in Italia». Già, perché il contratto da 50 milioni per cinque anni siglato un anno fa con i Raptors sarà anche ricchissimo, ma l'Nba ti fa sudare parecchio: «Partite ogni due giorni, spostamenti di migliaia di chilometri. E quando non si gioca, allenamenti». In mezzo, la pausa pranzo, per la quale volendo c'è la mensa della squadra: «Ti preparano tutto quello che vuoi – racconta Andrea – anche pasta e pizza. Come in Italia... o quasi». Non sarà proprio la stessa cosa, ma qualche influsso la comunità italiana di Toronto – «che è tra le più numerose, con 500mila immigrati» ricorda il Mago – ce l'avrà anche sulla cucina dei Raptors.

In fondo, anche la cucina internazionale è un po' il simbolo della forza Nba: «Un'organizzazione capace di seguirti in qualsiasi modo e ovunque – spiega Bargnani – dalle 12 apparizioni pubbliche legate alla squadra, alle lezioni più svariate che dobbiamo seguire dopo gli allenamenti». Finito di faticare in palestra o sul parquet, infatti, i giocatori seguono una serie di incontri con specialisti ed esperti sui temi più svariati: dal sesso alla finanza. «Non è così semplice mantenere i piedi per terra – ammette Andrea – quando magari improvvisamente ti ritrovi a guadagnare cifre impressionanti. È importante capire come gestire e come vengono gestiti i tuoi soldi. Conosco giocatori che guadagnano anche 60 o 70 milioni all'anno e arrivano a fine mese aspettando lo stipendio...». Un Mago anche in sincerità.

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