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Questo articolo è stato pubblicato il 17 giugno 2010 alle ore 08:01.
Le definisce «una piccola lenzuolata» ripescando un termine assai caro che coniò lui stesso nel 2006 avviando la prima tornata di liberalizzazioni come ministro dello Sviluppo economico. Ora il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, lancia un nuovo pacchetto: sette proposte che diventeranno emendamenti alla manovra e che garantiranno 10 miliardi di euro di risparmi. «Sono misure in grado di spostare diversi miliardi - ha spiegato ieri in conferenza stampa il leader dei Democrats - e sono a costo zero per lo stato. Le pagherebbe la gente che ha distribuito i dividendi cioè le banche, i petrolieri, le industrie farmaceutiche. Sfidiamo il governo a dimostrare di non voler fare solo chiacchiere».
Dentro la nuova lenzuolata bersaniana c'è un mix di ricette: dalla liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C (totalmente a carico dei cittadini) all'abolizione del massimo scoperto, fino alla libertà di approvvigionamento dei gestori della rete dei carburanti.
Un tema, quest'ultimo, cui è dedicato il primo capitolo delle 16 pagine targate Pd. Che punta innanzitutto sulla libertà di approvvigionamento dei gestori delle pompe di benzina e sull'assegnazione all'Acquirente unico, per cinque anni, anche dell'attività di commercio all'ingrosso dei carburanti. Un intervento pubblico motivato, spiegano i democratici, «dalla presenza di una strozzatura del mercato che determina un divario strutturale del prezzo industriale dei carburanti con la media Ue di almeno 4 centesimi al litro».
Il segretario coglie poi la palla al balzo per lanciare un altro affondo all'esecutivo. «Sulla libertà di impresa se ne sentono di tutti i colori. Toccare l'articolo 41 della Costituzione (tirato in ballo dal premier e dal ministro Tremonti, ndr), ma di che parliamo? Il governo intervenga sul costo della benzina, lasci stare l'articolo 41 che non c'entra niente».
Altro nodo poi è quello della vendita dei farmaci. Dove Bersani mira a riprendere il percorso già avviato nel 2006 (quando si aprì alla concorrenza la vendita dei medicinali senza obbligo di ricetta), per assicurare ora a parafarmacie e corner della grande distribuzione la possibilità di vendere anche i farmaci di fascia C. «Con la prima riforma - sottolinea – sono state aperte 3.200 parafarmacie e hanno trovato lavoro 6mila giovani farmacisti, tanto che la disoccupazione nel settore si è azzerata».







