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Tremonti: «A breve la bozza del decreto sul federalismo fiscale»

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Questo articolo è stato pubblicato il 22 giugno 2010 alle ore 22:15.

La ripresa dell'economia c'è, ma incombe il rischio di un nuovo «drammatico e devastante fuorigioco della finanza». Ad affermarlo il titolare dell'Economia, Giulio Tremonti, nel suo intervento in occasione della celebrazione del 236esimo anniversario della Guardia di Finanza. «In quest'anno - ha detto il ministro - l'economia ha lentamente ripreso la sua corsa, ma ancora e di nuovo incombe il rischio di un drammatico e devastante fuorigioco della finanza. Per ogni transazione reale - ha sottolineato Tremonti - c'è un multiplo altissimo, potenzialmente illimitato, di transazioni finanziarie, transazioni che prendono la forma speculativa dei contratti derivati e delle relative varianti».

Secondo il titolare di via Venti Settembre il mondo non ha bisogno di più finanza e più speculazione, ma di più lavoro e di più impresa. «Su questo - ha riferito - la nostra proposta, una proposta italiana, è stata avanzata nelle sedi internazionali e la nostra speranza è che venga via via considerata, da un mondo ed in un mondo che non ha bisogno di più finanza e di più speculazione, ma di più lavoro e di più impresa. E per il lavoro e l'impresa ha bisogno di più sicurezza. Ancora sulle regole». «Per tornare ad essere sicuri - aggiunge - si deve fare una regola contabile che impedisca prima di creare, e poi di mettere in circolo una ricchezza futura che non c'è, se non per chi specula».

Tremonti è poi entrato nel dettaglio della manovra economica: «La manovra ora in discussione in Parlamento non è solo una manovra per stabilizzare i nostri conti pubblici. È qualcosa di più. È la correzione di una tendenza storica: meno spesa pubblica; meno enti inutili; meno spese inutili; meno abuso dei soldi pubblici; meno evasione fiscale».
«In Europa, in Italia, la ricreazione è finita - avverte il ministro - non può continuare, deve finire, l'illusione che la spesa pubblica sia o possa essere una variabile indipendente dal prodotto interno lordo. L'illusione per cui ogni anno si può continuare a spendere più di quello che si produce nell'anno stesso o più di quello che si è prodotto negli anni precedenti, tanto qualcuno pagherà. Questa volta non ci saranno altri a pagare per noi, saremo noi a dover pagare per noi e con gli interessi».

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Tags Correlati: Fisco | Giulio Tremonti | Guardia di Finanza | Italia

 

«Per decenni - prosegue - in Europa, in Italia, drogati dal debito pubblico si è pensato che la politica fosse indipendente dai numeri, che la politica venisse prima dei numeri. E questi poi, i numeri, più o meno taroccati, a seguire. Ora è l'opposto: i numeri vengono prima della politica ed è la politica che deve adattarsi ai numeri».

Il ministro, infine, ha parlato del federalismo fiscale, affermando che nei prossimi giorni il governo presenterà in Parlamento la bozza del decreto-base: «In base alla legge-delega, votata a larga maggioranza l'anno scorso, nei prossimi giorni presenteremo in Parlamento, oltre ai costi standard per la spesa sanitaria nelle Regioni, e oltre agli studi di settore da applicare su tutti i livelli di governo, la bozza del decreto-base del federalismo fiscale: il ritorno ai Comuni del potere fiscale, nel loro comparto naturale di competenza: nel comparto immobiliare e territoriale».
Per il ministro dell'Economia lo Stato sociale va conservato «ad ogni costo, nell'essenziale. Per il resto si dovrà e potrà agire avendo sempre più fiducia nelle comunità civili non statali, che pure fanno il bene pubblico: nel volontariato, nelle fondazioni, nel non-profit e, alla fine della catena, più fiducia nelle famiglie e nel senso di responsabilità delle persone. Quello che ci è stato dato dallo Stato sociale in termini di "tempo libero" e di "pensione anticipata" - spiega Tremonti -, lo possiamo e dobbiamo restituire alla società. E già lo fanno tantissimi italiani. Perché, oltre al dovere "fiscale", ci sono anche, e sempre più importanti, la logica del dono, la volontarietà e la spontaneità nella solidarietà sociale. Nella logica della responsabilità - conclude Tremonti - il federalismo fiscale è parte di questa filosofia e non l'opposto».

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