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Questo articolo è stato pubblicato il 04 luglio 2010 alle ore 16:37.
Contro i generali che parlano troppo e per evitare il ripetersi di casi imbarazzanti come quello che ha visto protagonista il generale Stanley McChrystal intervistato dal magazine Rolling Stones,
il Pentagono ha varato un provvedimento senza precedenti nella storia recente che di fatto azzera l'autonomia dei militari nella gestione dei rapporti con i media nei teatri bellici.
"Ho detto più volte che dobbiamo essere il più possibile aperti, accessibili e trasparenti" - scrive il sottosegretario alla Difesa Robert Gates in un memorandum a diffusione interna reso noto dal New York Times "ma allo stesso tempo sono preoccupato che il dipartimento sia diventato permissivo nei contatti con i media, spesso in contraddizione con le regole e le procedure stabilite".
Le nuove disposizioni del numero uno del Pentagono impongono tutti gli alti ufficiali di avvertire l'ufficio dell'assistente per gli affari pubblici del segretario alla Difesa "prima di ogni intervista o qualsiasi altro contatto pubblico e con i media che potrebbe avere implicazioni a livello nazionale o internazionale". Un provvedimento-bavaglio che accentra nel gabinetto politico del segretario alla Difesa le competenze di pubblica informazione finora assegnate ai portavoce e agli uffici stampa militari sul campo che cdipendono direttamene dai comandanti.
In pratica l'Amministrazione Obama toglie ai militari sul campo la possibilità di parlare con la stampa se non dietro autorizzazioni dirette del vertice del Pentagoino. Se la sostanza del memorandum Gates non piacerà ai vertici militari, la forma rischia di essere addirittura offensiva quando ricorda agli ufficiali che "la diffusione di informazioni riservate è contro la legge e non può essere tollerata".
Secondo il New York Times, che ricorda il passato Gates da direttore della CIA, dal memorandum traspare la preoccupazione che gli ufficiali intervistati mostrino una loro visione, legata all'aspetto militare, che non tenga però conto della più ampia prospettiva degli interessi nazionali. Con il giro di vite si vogliono anche evitare le fughe di notizie avvenute in passato sui dissensi interni riguardo alla strategia in Afghanistan. E' evidente che le dichiarazioni di McChrystal hanno portato alla luce dissidi e contraddizioni tra militari, politici e diplomatici evidenziando inoltre le difficoltà a gestire il difficile alleato afghano. Aspetti che imbarazzano l'attuale amministrazione di Washington che non ha mai brillato per trasparenza nei rapporti con i media che avranno qualche difficoltà in più nell'ottenere interviste e informazioni dai militari in Afghanistan.







